Il rapporto con l’Europa rimane difficile. Filtrano già giudizi negativi sulla misura del deficit-pil al 2,3%. Fino a che punto si spingerà il governo nella sfida con Bruxelles? “Aspettiamo di conoscere le resistenze dell’Europa. Vogliono forse dire che spendiamo troppo sull’immigrazione? Grande considerazione. Se gli europei ci aiutano ad accogliere, se diventano meno egoisti noi risparmiamo molti soldi. Lo dirò con buona educazione ma anche con chiarezza al prossimo Consiglio europeo”. Lo afferma il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, in una intervista al Quotidiano Nazionale. E aggiunge: “Avremmo potuto fare come la Spagna e arrivare al 5%, ma col debito pubblico che grava sul nostro Paese ci sarebbero saltati al collo. Dia retta a me, più di così non si poteva chiedere”. Il premier parla inoltre della manovra economica: “Le tasse continuano ad andare giù. Questa è la realtà. Dopo 80 euro, prima casa, tasse agricole, Irap costo del lavoro. Jobs Act, adesso è la volta dell’Ires, dell’Iri e dell’iperammortamento. Da quattro manovre la direzione è sempre quella: giù le tasse. Quanto ai bonus, non capisco la critica. Dare una mano alle pensioni minime è una risorsa elargita a pioggia? Coprire le spese per epatite C, farmaci oncologici o vaccini è una risorsa elargita a pioggia? Finanziare la scuola dell’infanzia sulla base del modello Reggio Emilia è una risorsa elargita a pioggia? L’Italia deve crescere, siamo d’accordo. Ma crescere non solo come Pil. Anche nei valori, dalla scuola alla sanità. Ed è questo che stiamo cercando di fare”. Lo afferma Matteo Renzi in una intervista al Quotidiano Nazionale. E replica alle critiche di Bersani sulla manovra economica: “Ha già cambiato idea su tutto, dal ballottaggio alle preferenze fino alle riforme costituzionali. Quando era il capo, Bersani richiamava al rispetto della ditta mentre adesso che è opposizione ha cambiato idea anche su questo. Non mi stupirei a questo punto se cambiasse idea ancora e diventasse sostenitore della necessità dei tagli alla sanità”. Assicura quindi che, prima del referendum, la direzione del Pd si dichiarerà favorevole all’approvazione della proposta Chiti- Fornaro per rendere elettivi i consiglieri regionali nel nuovo Senato: “E’ l’idea di tutto il Pd. Questo comporta due corollari. Il primo è che questa sarà la proposta incardinata da tutto il Pd quando inizieremo a discuterne in Senato. Il secondo è che chi dice che con il nuovo Senato i senatori non saranno eletti ma nominati dice una bugia. Se stiamo discutendo di quale sarà la legge elettorale dei senatori vuol dire che saranno eletti, no? Certo: il Senato conterà meno. E i senatori non avranno indennità oltre a quella di sindaco o consigliere regionale. Ma risparmiare non mi sembra una lesione della democrazia. Siamo contro la burocrazia, non contro la democrazia, noi”. (Red, 17 ott)