(25 ottobre 2016) Umbria Jazz torna dalla Cina con un grande successo e nuovi progetti per il futuro. Il festival di Chengdu (17-23 ottobre), che ha registrato un’importante partecipazione di pubblico, ha dimostrato che possono aprirsi nel Paese del Dragone spazi importanti per una musica finora quasi sconosciuta come il jazz, e in particolare per il primo grande festival di livello internazionale che ha voluto scommettere su questo genere. In Cina la formula del festival – che adesso si prepara all’edizione invernale di Orvieto – ha previsto 62 eventi, in sette giorni, in diverse location. Sette le band (cinque italiane e due americane) per un totale di oltre 50 musicisti che hanno dato vita anche a collaborazioni improvvisate. Un risultato raggiunto grazie a un intenso lavoro di squadra: l’Ambasciata d’Italia a Pechino, il Consolato di Chongqing, l’Istituto italiano di cultura di Pechino, l’Ice di Shanghai, la Fondazione Italia-Cina. Importante anche il contributo di tutti gli interlocutori cinesi: il ministero della Cultura cinese, l’Ambasciata cinese a Roma, la municipalità di Chengdu, e il JZ Festival di Shanghai. La strada rimane aperta: Umbria Jazz si è impegnata a ospitare musicisti cinesi nelle edizioni umbre del festival. A conferma del successo della manifestazione, la municipalità di Chengdu ha espresso la volontà di continuare, a partire dal 2017, la collaborazione con Umbria Jazz. Durante il festival, inoltre, una delegazione della Regione Umbria ha incontrato le autorità cittadine e provinciali per avviare accordi di collaborazione di lungo periodo tra Umbria e Chengdu in campo economico, commerciale, formativo, culturale e turistico. Ma il festival di Chengdu non è stato il solo impegno cinese di Umbria Jazz: rafforzata anche la collaborazione con il JZ Festival di Shanghai, che ha ospitato un concerto della band italiana “Funk Off”. Consolidata, inoltre, la presenza a Pechino in stretta collaborazione con l’Ambasciata d’Italia e l’Istituto italiano di cultura. (Red)