Venezia, 27 ott – Si tiene a Venezia, da domani al 28 febbraio, presso gli spazi espositivi dell’Università Ca’ Foscari, la mostra “The World of Han Meilin” che ospita 200 opere di un artista cinese pressoché sconosciuto in Occidente, selezionate una ad una dal curatore capo dell’exhibition, l’ambasciatore Umberto Vattani. In occasione della inaugurazione l’Università Ca’ Foscari conferirà al maestro cinese l’Honourary Fellowship. Han Meilin è ricordato principalmente per la creazione delle “Fuwa Dolls”, bambole accattivanti divenute mascotte ufficiali delle Olimpiadi di Pechino nel 2008. Tuttavia la sua storia ha origini ben più lontane. Nato nel 1936 a Jinan, capitale della provincia di Shandong, nella Repubblica Popolare Cinese, Han esordisce nel mondo dell’arte negli anni Sessanta ma l’allora giovane artista viene preso di mira, nel 1966, all’avvento della nuova politica post-rivoluzionaria cinese. Han Meilin viene rapito e portato in un Centro di Rieducazione, dove passerà gli anni più duri della sua vita, subendo torture ed il taglio di un tendine, rendendogli inutilizzabili alcune dita. La Rivoluzione Culturale termina nel 1976 e Han Meilin, sopravvissuto e considerato “rieducato”, torna subito sul palcoscenico internazionale dell’arte, entrando a far parte nel 1979 dell’Associazione degli artisti cinesi; nel 1980 vive un momento di grande notorietà negli Usa, grazie a un tour coast to coast, in 21 grandi città. E’ in questi anni che pubblica alcune delle sue opere più famose, tra le quali il suo capolavoro “Baoguo Sanwen”. Nel 2015 è stato nominato artista della pace dall’Unesco. Inoltre, il 3 novembre visiterà la mostra la direttrice generale dell’Unesco, Irina Bokova.
(red)