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Il fisco, non la Boschi
divide gli italiani

it@withub.it by it@withub.it
28 Ottobre 2016
in Archivio Il Punto, Il punto HP
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(28 ottobre 2016) I debitori di Equitalia sono 20 milioni. I crediti della società di riscossione che tra un po’ cambierà pelle ammontano a 1.058 miliardi, ma quelli incassabili valgono 51 miliardi, cioè il 5 per cento. Il resto, circa mille miliardi, è inesigibile. Questo perché i debitori insolventi (dunque falliti, deceduti o comunque irreperibili) rappresentano circa il 35 per cento del totale. E i crediti per i quali sono state tentate azioni esecutive, ma senza successo, valgono un ulteriore 45 per cento. La partita si gioca su quel che resta. Sostiene Tommaso Di Tanno, noto fiscalista, che in tutti i paesi Ocse chi deve riscuotere è dotato di poteri adeguati, necessariamente “invasivi”. Negli ultimi dieci anni, invece, Equitalia ha visto i suoi poteri ridursi mentre si allungavano i tempi di riscossione delle somme dovute. Di Tanno definisce stupefacente la disponibilità del sistema italiano a concedere dilazioni di pagamento esageratamente abbondanti e non è affatto d’accordo con le norme recenti che vanno incontro a chi, non avendo più credito bancario, si finanzia non pagando le tasse.

E’ un’analisi decisamente controcorrente e ad alto rischio impopolarità, e infatti sul sito la voce.info – che l’ha ospitata – stanno arrivando commenti feroci. C’è chi rivendica il diritto di pagare le tasse con molto comodo visto che lo Stato fa altrettanto con i propri debiti. Chi ricorda che la tassazione reale è ormai molto vicina al 70%. e dunque giustifica la disobbedienza. Chi propone un’Equitalia che riscuota i crediti dei cittadini nei confronti della pubblica amministrazione, oltre che il contrario. Ma c’è anche chi dà ragione a Di Tanno con l’argomento che mentre i lavoratori dipendenti subiscono la decurtazione anche se non possono sfamare i loro figli, gli altri – quelli che si autotassano – possono trasgredire le regole con modeste penalizzazioni. Più che il referendum, è la questione fiscale ciò che divide gli italiani.

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