La matematica e la fisica per capire le cellule tumorali e sconfiggerle. Così un fisico fiorentino, Andrea Califano, in un laboratorio della Columbia University, è diventato il pioniere di una terapia che promette di rivoluzionare la battaglia contro il cancro. “E’ come studiare gli ingranaggi di un orologio – spiega al CorrierEconomia -. Prendiamo dati molecolari su centinaia di pazienti e li mettiamo nel nostro supercomputer, tra i più grandi al mondo per questo tipo di ricerca, per creare modelli con milioni di interazioni fra le biomolecole. Abbiamo così scoperto che tutti i tumori, dal linfoma alla leucemia, dal cancro alla prostata a quello al seno, hanno la stessa ‘architettura’: le mutazioni attivano sempre lo stesso piccolo gruppo di proteine, i ‘regolatori chiave’, che costituiscono la cabina di regia del tumore. Infatti abbiamo dimostrato in decine di pubblicazioni che se si bloccano queste proteine, si ferma il cancro”. Califano, che vive da 30 anni negli Stati Uniti e che a questo metodo lavora ormai dal 1990 – da quando entrò al Centro di ricerca TJ Watson di Ibm e poi passò al Mit di Boston – lo scorso febbraio, ha anche fondato la startup DarwinHeaIth, della quale la Columbia University detiene il 5% del capitale e la sua squadra di ricercatori, come si legge sul CorrierEconomia. “sta già mettendo in pratica il nuovo metodo con i pazienti che decidono di partecipare a un esperimento clinico chiamato ‘N of 1’: il malato di cancro si sottopone a una biopsia, le cellule vengono analizzate dal supercomputer che individua i regolatori chiave del paziente e i farmaci che li bloccano, sia quelli già approvati dall’autorità americana Fda, sia quelli in studi clinici. Poi le cellule tumorali vengono trapiantate nei topi per verificare l’efficacia di queste predizioni”. “I risultati sui primi sei tumori sono confortanti – spiega ancora Califano -. Nel peggiore dei casi, due medicine su cinque hanno fermato il tumore, nei casi migliori tutte e sei le medicine selezionate dal computer hanno funzionato. E si trattava di tumori gravissimi, considerati finora incurabili”. (31 ott – Red)