Roma, 7 nov – Si chiama ECM3 il profilo di espressione genica arricchito in proteine della matrice extracellulare, con il quale è possibile identificare i tumori al seno più aggressivi. I meccanismi biologici alla base dell’aggressività segnalata da tale profilo non erano noti e sono stati scoperti tramite uno studio con modelli murini. Alla ricerca hanno partecipato ricercatori dell’Istituto Nazionale dei Tumori, guidati da Sabina Sangaletti dell’Unità di Immunologia Molecolare diretta da Mario Colombo, insieme ai componenti dell’Unità Operativa diretta da Elda Tagliabue e con la collaborazione di Claudio Tripodo dell’Università di Palermo. I risultati, ottenuti con il sostegno dell’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC), sono stati pubblicati sulla rivista Cell Reports. I ricercatori hanno dimostrato l’efficacia degli aminobifosfonati, farmaci già utilizzati nel trattamento dell’osteoporosi, in combinazione alla chemioterapia tradizionale, nell’interrompere l’effetto nocivo della matrice extracellulare sul sistema immunitario. Questi farmaci agiscono sulle cellule mielodi e le riattivano indirizzandole a una funzione anti-tumorale.