Roma, 8 nov – A partire dalla metà dell’Ottocento migliaia di italiani, per lo più contadini in miseria, varcano la frontiera transalpina in cerca di lavoro. In un primo momento trovano occupazione nei settori dell’edilizia, dei lavori pubblici, delle costruzioni ferroviarie; poi entrano massicciamente nelle industrie siderurgiche e nelle miniere, soprattutto nella regione della Lorena, al confine settentrionale tra Francia e Germania. Un fenomeno che Michela Ponzani analizza con il professor Gilles Pécout a “Il Tempo e la Storia”, il programma di Rai Cultura in onda domani alle 13.15 su Rai3 e alle 20.50 su Rai Storia. Gli italiani arrivano in Francia in condizioni di estrema povertà e privi di qualunque qualifica professionale; il loro è un lavoro a basso costo e privo di tutele. Non di rado sono vittime di episodi di xenofobia. Ma nel corso del Novecento sapranno migliorare la loro condizione, integrarsi nel paese che li ospita e conquistare uno spazio importante nella società francese fino a diventare cittadini dello Stato francese. La Francia non accoglie soltanto gli italiani in cerca di lavoro, ma anche esuli politici: negli anni ’20 e ’30 gli antifascisti che fuggono dall’Italia e a partire dagli anni ’70 gli “esuli politici” che per l’Italia sono terroristi.
(red)