Istanbul – Tre tavolette d’argilla con incisi gli scritti del sovrano assiro sono state ritrovate a 14 metri sotto il livello del suolo dalla missione archeologica italo-turca, a guida Unibo. “Ho costruito, aperto nuovi corsi d’acqua, incrementato la produzione di grano, rinforzato le porte con cerniere di bronzo, allargato i granai, costituito un esercito con 50 carri, 200 cavalli, tremila fanti… e ho reso il popolo felice, fiducioso in se stesso”. Parla Sargon II, il re assiro che sul finire dell’ottavo secolo avanti Cristo costruì un impero in Medio Oriente, nella Mezzaluna Fertile, conquistando Samaria, Damasco, Gaza e, nel 717, anche Karkemish, città-stato ittita che sorgeva sul corso dell’Eufrate, dove oggi corre il confine tra Siria e Turchia. È lì che le sue parole, perdute nel tempo, sono tornate alla luce, grazie alle ultime scoperte della missione archeologica avviata nel 2011 dall’Università di Bologna insieme agli atenei turchi di Gaziantep e Istanbul. Il progetto di scavo è stato guidato dal prof. Nicolò Marchetti. (9colonne)