“Riempiamoci di Stelle” è il terzo estratto dal nuovo album di Walter Fontana intitolato “Sono Qui”. Sarà in radio da lunedì 5 dicembre. “Questo è un brano con un sound EDM, genere che ho sempre apprezzato e che ha contaminato, con le sue vibrazioni cariche di adrenalina, molte delle mie produzioni. E’ uno di quei brani che amo ascoltare in macchina di notte quando ti senti bene e hai voglia solo di vivere la tua vita come se non ci fosse un domani. Quel momento in cui tutto ti sembra perfetto e ogni singola cellula del tuo corpo è connessa al mondo attorno a te in un continuo scambio di energie”. Walter Fontana è nato a Marostica il 1 febbraio 1986 e vive a Vicenza. Fin da piccolo si è appassionato alla musica grazie al nonno, di origini argentine, che suonava in una band jazz. Ha studiato canto e suona la chitarra acustica. Nel 2003 Walter fonda i Lost, band pop-rock che riesce ad arrivare al grande pubblico grazie alla piattaforma online “Myspace”. Nel corso della loro carriera i Lost hanno pubblicato 3 album (XD, Sospeso, Allora sia buon viaggio) certificati dischi dʼoro e un dvd live in collaborazione con MTV, certificato dvd di platino. Hanno ricevuto numerosi riconoscimenti tra cui, nel 2009, il “BEST ITALIAN ACT” agli MTV EUROPE MUSIC AWARDS di Berlino, battendo artisti del calibro di Tiziano Ferro, J-Ax, Zero Assoluto e Giusy Ferreri. In questi tre anni di pausa Walter si è dedicato allo studio e alla ricerca, ha viaggiato molto per confrontarsi con realtà diverse e contaminare il più possibile il suo genere musicale. Nel 2015 è uscito il nuovo album “Sono qui” (Universal Music Italy) . “Ciò che più ha influenzato la realizzazione di questo mio nuovo album è stata la consapevolezza di quello che sono oggi. In questi anni di assenza dal panorama musicale, mi sono messo a nudo per poter crescere come artista e come persona. Ho riversato nelle mie canzoni tutte le esperienze fatte cercando di non mettere alcun limite alla creatività, lavorando con grande trasparenza. E’ stata un’evoluzione naturale, intensa e piena di sorprese. Dal punto di vista del sound non so come definire questo mio nuovo album, forse pop ma all’interno c’è tutto quello che amo e che mi ha influenzato fino a qui: , rock, acustica, elettronica, R’n’B. Il tutto è impreziosito dalle collaborazioni con Giovanni Caccamo, Jethro Sheeran e soprattutto Placido Salamone, il produttore che mi ha seguito e guidato nella fase di creazione delle canzoni, e che è riuscito a far emergere le mie qualità per intrappolarle all’interno del disco. E’ bello essere tornati e poter dire: “Sono qui”. (1 dic – red)
CARMEN CONSOLI TORNA CON “ECO DI SIRENE”
Un nuovo progetto in trio, ma antitetico rispetto al power trio dell’ “Abitudine di tornare”: da febbraio 2017 Carmen Consoli sarà nei teatri con “Eco di sirene”, sul palco in punta di plettro con violino e violoncello – rispettivamente Emilia Belfiore e Claudia della Gatta. Eco di sirene è l’evoluzione di uno dei progetti più amati ed originali di Carmen: L’anello mancante (2008), un tour teatrale con il quale ha registrato il tutto esaurito in Italia, in Europa e negli Stati Uniti, dominando la scena sola sul palco con le sue sei chitarre. Come in quel concerto, la musica sarà la tela sulla quale tracciare riflessioni e impressioni personali. (PO / red)
PETER CINCOTTI: QUATTRO CONCERTI A DICEMBRE
Peter Cincotti sarà in Italia a dicembre. Per i tanti estimatori un graditissimo ritorno quello del giovane pianista, songwriter newyorchese, che durante il suo tour presenterà in anteprima il prossimo attesissimo album, “Long Way from Home”. L’artista si esibirà dal vivo in trio, il 13 dicembre a Bologna (Bravo Caffè), il 14 dicembre a Roma (Monk), il 15 a Napoli (Hart) e il 17 dicembre a Milano (Blue Note). Nato e cresciuto a New York, di chiare origini italiane, Cincotti ha trascorso gran parte della sua infanzia andando a scuola durante il giorno e suonando nei locali di notte. Una di quelle notti, il leggendario produttore Phil Ramone (33 nomination e 14 Grammy vinti) era lì presente, una casualità che lo ha portato a produrre l’album di debutto di Peter, che ha raggiunto il primo posto nelle classifiche jazz di Billboard: a soli 18 anni Cincotti è stato l’artista più giovane a raggiungere questo traguardo. Da allora, Peter si è esibito in alcuni dei luoghi più prestigiosi del mondo, dalla Carnegie Hall di New York a L’Olympia di Parigi. Ha collaborato con gli artisti più svariati, da Andrea Bocelli a David Guetta, ha partecipato ad alcuni film di successo come “Spiderman 2”, ha rappresentato la moda a livello mondiale per alcuni marchi di primissimo piano, e proprio di recente è apparso nella serie “House Of Cards”, cantando in duetto con Kevin Spacey. Poche volte capita che un musicista riesca a far suo il proprio strumento come in questo caso, a renderlo parte insostituibile della sua musica, succede solo ai grandissimi artisti. Come un pilota in una cabina, quando Cincotti si siede al pianoforte è come se il mondo fosse tra le dita delle sue mani. E questa volta, il suo “Long Way From Home” (la cui uscita è prevista nella primavera del 2017) è stato creato proprio viaggiando. Scritto, arrangiato e prodotto dallo stesso Cincotti, “Long Way From Home” è stato la conseguenza del “trasferimento” dei suoi pianoforti in una casa sulla costa dello Jersey, dove ha costruito uno studio di registrazione e ha trascorso la maggior parte degli ultimi due anni da solo, al quadro di comando, come lui stesso ha spiegato. “E’ stato bellissimo lavorare durante la notte senza che i vicini newyorchesi si lamentassero, ed esplorare ogni cosa che mi veniva in mente, ma sono sicuro che stavo anche diventando matto – racconta Cincotti – ad un certo punto, ogni volta che mi addormentavo, una nuova canzone si insinuava in qualunque sogno stessi facendo. Così mi svegliavo e scrivevo. Diverse canzoni di questo album sono state scritte in questo modo. Sono giunto al punto in cui mi sembrava di non comporre, ma di scrivere quello che già era lì.” Nell’imperdibile, breve tour italiano, Peter Cincotti sarà accompagnato da Lex Sadler (basso e sintetizzatori) e da Joseph Nero (batteria). (red)
PERSIAN PELICAN, SU YOUTUBE IL VIDEOCLIP DI “ALL BRAIN”
“All Brain” è il secondo videoclip, disponibile su YouTube, estratto dal nuovo album di Persian Pelican, “Sleeping Beauty”, uscito ad aprile per La Famosa Etichetta Trovarobato, Malintenti Dischi e Bomba Dischi/distribuzione Audioglobe. “A volte ciò che sembra esser concluso nella realtà continua a vivere nella dimensione onirica – racconta Persian Pelican – quasi a voler proteggere la mente da un trauma violento. Nel videoclip di All Brain, diretto da Dandaddy, si canta di una storia d’amore senza futuro in un mondo liquido. Se non ci fossero sogni, come potremmo dormire bene”. “La prima volta che Andrea mi ha fatto ascoltare All Brain, – spiega il regista Dandaddy – ho istintivamente immaginato una sfera d’acqua piena di luci e di bolle d’aria ed ho quindi deciso di realizzare un video che esprimesse un’atmosfera ovattata, sognante e liquida. E’ nato così il playback di Persian Pelican sott’acqua. Andrea è stato incredibilmente bravo, è riuscito a cantare per ben 1 minuto e 20 in apnea”. Intanto prosegue il tour nazionale, ecco le prossime date: 30 novembre – Trani (BT) – Bubbles, 1 dicembre – Aversa (CE) – Magazzini Fermi, 2 dicembre – Latina – Sottoscala9, 16 dicembre – Bologna – Locomotiv Club, 17 dicembre – Abano Terme (PD) – I’m Lab, 18 dicembre – Castel Trosino (AP). “Sleeping Beauty” è un album solare ed evocativo, composto da tredici canzoni “che danzano nella realtà per insegnare alla ragione il linguaggio dei sogni”. Rispetto ai lavori precedenti, l’alt-folk del songwriter marchigiano Andrea Pulcini si differenzia questa volta per atmosfere più luminose ed elettriche che spesso dilatano la forma canzone con loop di chitarre (“White Noise”, “Valentine”) e piccole scie psichedeliche ben supportate dalle ritmiche di Marcello Piccinini (Beatrice Antolini). Non mancano le aperture melodiche (“The Forest”, “Somber times”) e gli episodi più acustici. In uno di questi (“Orphan”) fa capolino l’inconfondibile voce del raffinato folksinger americano Tom Brosseau. “Leitmotiv dell’album è il sogno lucido, strumento prezioso per affrontare quotidiane paure, inibizioni o perdite dolorose. Un invito a risvegliare la ‘bella addormentata’ che riposa in ognuno di noi per stimolare la creatività, dimenticare gli egoismi ed abbandonarsi a un’armonica ‘danza della realtà’ di jodorowskiana memoria”, racconta l’artista, che nell’album è accompagnato da Marcello Piccinini (batteria e percussioni), Daniele Gennaretti (basso, chitarre, coro), Paola Mirabella (cori, batteria).
GIUSEPPE RICCA, ARRIVA L’ALBUM D’ESORDIO: “LUCI E OMBRE”
“Luci e ombre” è il nuovo album di debutto del cantautore siciliano Giuseppe Ricca: “Questo progetto – racconta – è un viaggio attraverso la continua ricerca interiore, tra speranze e paure, tra “luci e ombre”. Immagini, luoghi e pensieri esplorano l’intimità più pura ed aspra e riflettono i disagi e le incongruenze dell’apparente libertà che ci appartiene. Il singolo, ‘Luci e ombre’ ha il compito di introdurre l’album e, rivolgendosi all’ascoltatore, lo guiderà nel suo viaggio partendo dal brano ‘Pagina 1’. L’intento è quello di condividere la propria esperienza attraverso un abbraccio di benvenuto”. L’album, anticipato dal singolo (attualmente in rotazione radiofonica) e dal videoclip di “Pagina 1”, online su Youtube: https://youtu.be/bw-CZeOSLwM, è composto da 12 tracce, un racconto della “Notte” attraverso il suo silenzio, che richiama alla paura di perdere le verità a cui ci aggrappiamo (Ultima traccia”), ma anche alla speranza di chi si affida ai sentimenti più puri come in “Sarà neve”. Nel “Braccio”, Ricca descrive la gabbia in cui ognuno di noi si rinchiude, l’ombra che ci appartiene, ma anche l’importanza della parola (“Venerdì 13”) che irrompe nell’omertà come unica via possibile per la libertà, la stessa libertà che a volte può renderci prigionieri. La certezza delle esperienze che aiutano a vivere appieno ogni attimo del proprio presente le troviamo nella “Scatola dei ricordi”, pensiero che ricorre anche nella ballata “Tutti i tuoi inverni”. Il viaggio si conclude con la versione acustica di “Sud” volutamente omaggiata per sottolineare, ancora una volta, l’importanza della propria storia. Le immagini descrittive, i luoghi ed il ricordo di tradizioni che vanno lentamente perdendosi, fungono da passaggio del testimone da padre in figlio. La vera essenza della vita. Giuseppe Ricca nasce a Noto il 9 gennaio del 1981. Dall’età di sei anni studia pianoforte, perfezionandosi al conservatorio Vincenzo Bellini di Catania. Vive a Roma dove ha sede il suo laboratorio sonoro “Guernica”.
TOMMASO PINI: SINGOLO “COSE CHE DANNO ANSIA” A UN PASSO DA SANREMO
“Detesto i testi che poi non mi restano in testa”, questo è il ritornello di “Cose che danno ansia”, il brano del cantautore Tommaso Pini attualmente in gara alle finali di Sanremo Giovani. In un connubio perfetto tra stile e concetto, il mondo sonoro di “Cose che danno ansia” è un disincantato electro pop dalle sonorità internazionali, perfettamente aderente al viso sorridente e ironico del musicista fiorentino, col suo stile vocale sottile e riconoscibile. Ostinato solo come chi crede nel proprio progetto, il giovane Tommaso partecipa oggi per la terza volta alle fasi finali di Sanremo Giovani (2 volte tra i primi 60), piazzandosi quest’anno tra i 12 finalisti, per contendersi uno dei 6 pass che lo potrebbero condurre a Sanremo 2017. Tommaso è stato anche uno dei protagonisti di The Voice 2 dove si è classificato al terzo posto col team di Raffaella Carrà. (red)
“IO, NICO ED EMILY”, IL RITORNO DEGLI AKKURA
Arriva su YouTube il videoclip del brano “Io, Nico ed Emily”, primo estratto da “Cosmotropico” (Malintenti dischi/Edel), il nuovo disco degli Akkura. “L’onda è uno dei movimenti che ha ispirato il brano ‘Io, Nico ed Emily’ – racconta Sergio Serradifalco – uno dei primi pezzi che abbiamo scritto per questo album ed intorno al quale abbiamo fatto ruotare tutta la produzione. In questo video, la forza di quel brano, potente come un’onda, è stata racchiusa nella grazia di una giovane donna. Una ragazza capace di dominare la forza travolgente dell’energia cinetica. Come fanno i surfisti. Il surf è una continua scoperta, è più grande persino del volo. O come scrive il surfista William Finnegan, è ‘il filone aureo di una gioia perfetta’”. “Cosmotropico” è un disco gioioso, una manciata di brani in technicolor per raccontare il “cosmo-tropico” della band palermitana. La scrittura è creativa, melodie cristalline che si intrecciano con influenze seventies africane, cenni di tradizione italiana e il Sud America degli anni ’60, il tutto arrangiato con strumenti analogici e sonorità floreali. In studio la band, che ha ospitato all’interno dell’album molti musicisti tra i quali Angelo Sicurella (Omosumo), Fabrizio Cammarata e Serena Ganci, ha lavorato a lungo sulle melodie ma anche sul ritmo, creando soluzioni poliritmiche nuove per ogni brano e, nel suo complesso, un album dinamico nel susseguirsi di un pezzo dopo l’altro, con influenze che vanno dal roots giamaicano (“Fame e sete”), ai temi in chiave “space” (“Daubaidesì”), dalla canzone italiana (“La Sera”, “Reminiscenza”), andando fino al “Graceland” di Paul Simon (“Peresoso”) e ai Vampire Weekend, sempre più vicino ad un’Africa, mai come oggi, così suggestiva e contemporanea. Gli Akkura sono una band con alle spalle tre album, qualche singolo, tanti concerti in Italia e all’estero e parecchie collaborazioni, tra cui quelle con il leggendario chitarrista Arto Lindsay, e due dei più autorevoli rappresentanti della nuova scena brasiliana, Moreno Veloso e Domenico Lancellotti. (red)
“WOLLOW”, L’ESORDIO DEL CANTAUTORE ITALO-INGLESE SERGIO BEERCOCK
“Wollow” è il titolo dell’album d’esordio del cantautore italo-inglese Sergio Beercock, in uscita a gennaio 2017 per 800A Records. Nato a Kingston upon Hull in Inghilterra da madre siciliana e padre inglese, Beercock disegna “Wollow” come un vero e proprio viaggio tra i luoghi, i suoni e i colori che più lo hanno influenzato: i borghi dello Yorkshire in cui è nato, i casolari rurali della Sicilia in cui è cresciuto, il riverbero delle Ande sudamericane che ha scoperto da adolescente, e i sobborghi urbani delle grandi città e le loro innumerevoli storie invisibili. Tim Buckley, Nina Simone, Pedro Aznar e Bert Jansch sono i primi riferimenti a cui si pensa ascoltando questo disco, nel quale gemme folk minimali come Reason, Pennies o Battle For Attention (il cui videoclip, realizzato da Fabio Leone, Antonella Barbera e lo stesso Sergio Beercock anticiperà l’uscita del disco), convivono con episodi più direttamente collegati alla tradizione inglese come The Barley And The Rye o Century, passando per le atmosfere nordiche di Naked e Beauty Of The Dirt e quelle più sudamericane di An Exaggerated Song, Jester e Silencio. Tutto questo è mescolato in un sogno in cui la voce a volte narra, a volte crea, a volte si comporta da strumento musicale per accompagnare l’ascoltatore verso un racconto intimo che in più di un’occasione all’interno del disco vira sorprendentemente verso la psichedelia. Sergio Beercock è un artista poliedrico che, nonostante la giovane età, si muove con disinvoltura tra musica e teatro. “Wollow” è nato al culmine di un periodo intenso che lo ha visto impegnato prima in tour teatrali con spettacoli molto apprezzati da pubblico e critica, e poi in una full immersion artistica, durante un periodo di residenza artistica all’interno del nuovo spazio Indigo Music, che lo ha portato a concepire questo primo album. Ha scritto i testi e suonato pressoché tutti gli strumenti coinvolti nell’album: è arrivato in studio armato di guitalele e voce con l’intenzione di “fotografare” ciò che era avvenuto dal vivo nell’ultimo anno. L’incontro artistico con il produttore Fabio Rizzo (già al lavoro con Alessio Bondì, Nicolò Carnesi, Dimartino, il Pan del Diavolo, Fabrizio Cammarata e altri) ha però generato scintille inaspettate, che hanno rivelato un Beercock formidabile polistrumentista in grado di suonare dal charango al pianoforte, dal flauto boliviano ai synth, fino a percussioni di ogni tipo, compreso il proprio corpo. (red)