Venezia, 1 dic – “Il Veneto ha bisogno di giovani preparati e competenti, che conoscano le lingue, disposti a viaggiare, a studiare all’estero e pronti a lavorare in realtà sempre più internazionalizzate. Per avere buone opportunità nel mondo del lavoro gli studenti di oggi devono conoscere bene inglese e tedesco. Per questo rifinanziamo per il prossimo triennio il progetto Move 4.0”. L’assessore regionale all’Istruzione e formazione, Elena Donazzan, presenta così il provvedimento approvato dalla Giunta regionale del Veneto che destina 5,2 milioni di euro a percorsi di formazione linguistica extracurricolari per gli studenti del terzo e quarto anno delle scuole superiori del Veneto. Facendo leva sulle risorse del Fondo sociale europeo la Regione Veneto ha aperto il bando che selezionerà entro il 31 gennaio gli enti e le agenzie che organizzeranno in collaborazione con le scuole i percorsi di perfezionamento linguistico per gli studenti del terzo e quarto anno delle superiori. La formula, avviata nel 2013 ed ormai collaudata, prevede corsi di 40 ore durante l’anno scolastico, in orario extracurricolare, e soggiorni di studio all’estero per due settimane (60 ore di lezioni), guidati da insegnanti madre-lingua. Le 100 ore formative si concluderanno con un esame e relativo rilascio di certificazione linguistica. Le spese del corso e del soggiorno sono a carico della Regione, quelle del viaggio, invece, a carico dei partecipanti. Nel precedente anno scolastico sono stati 2 mila gli studenti delle scuole superiori del Veneto che hanno usufruito dell’opportunità di un percorso certificato extrascolastico di apprendimento e perfezionamento della lingua, grazie al programma finanziato dalla Regione Veneto. “La padronanza delle lingue straniere è una discriminante fondamentale oggi per l’ingresso nel mondo del lavoro, oltre che per la mobilità, l’inclusione sociale e la cittadinanza attiva – sottolinea Donazzan – La scuola fornisce le conoscenze di base, ma in un mondo che non conosce più confini territoriali dobbiamo aiutare i ragazzi ad essere più competitivi e a saper comunicare con tutti per affrontare le sfide del futuro. La posta in gioco è il futuro professionale di una intera generazione e l’internazionalizzazione delle nostre imprese”.
(PO / red)