Domenica si vota, ma c’è chi ha già dato: tra mille polemiche, il voto degli italiani all’ estero sul referendum costituzionale si è già concluso, per la precisione ieri alle 16 orario locale di tutti i fusi orari del mondo. La prima sede a chiudere, riporta la Farnesina, è stata Wellington, quando in Italia erano le 5 del mattino di ieri. L’ ultima Vancouver, alle 1 del mattino di oggi, ora italiana. Ora tutte le schede raccolte ai quattro angoli del mondo confluiranno verso Roma, attraverso 195 corrieri diplomatici contenenti il materiale elettorale in partenza da 195 sedi viaggeranno su 210 diversi voli accompagnati da funzionari del Ministero degli Esteri. Le spedizioni giungeranno all’ aeroporto di Roma-Fiumicino dove verranno prese in consegna dai funzionari della Corte d’ Appello di Roma, ente preposto allo spoglio delle schede elettorali della circoscrizione estero. Tra le tratte aeree e quelle terrestri i corrieri della Farnesina percorreranno un totale di 549.552 chilometri e 816 ore di volo. I dati ufficiali sull’ affluenza saranno resi noti, come nelle precedenti consultazioni, contemporaneamente a quelli sull’ affluenza in Italia, il 4 dicembre.
LE POLEMICHE Molte le polemiche che hanno accompagnato il voto degli italiani all’ estero, un voto che non più tardi di oggi il leader della Lega Matteo Salvini ha definito “comprato”, ma il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni a Radio Anch’ io ha replicato dicendo di sentirsi “offeso” dopo aver letto “su alcuni giornali che la rete consolare o diplomatica italiana avrebbe invitato a votare sì” e aggiunge “mi tocca intervenire perché devo difendere l’ istituzione che rappresento”. “Si è votato più volte con questa legge tra elezioni politiche e diversi referendum, credo che chi ci ascolta abbia capito che tutta questa polemica esplosa improvvisamente sul metodo di un voto è dettata dal fatto che quando sei testa a testa il voto all’ estero è importante”. Non è esplosa perché c’è un nuovo metodo di voto, ma perché la posta è molto alta”. Il ministro degli Esteri sottolinea poi che “Per quanto riguarda i casi di schede fotografate, abbiamo chiarito che il voto è segreto e violarlo è reato”.
(2 dic- Sis)