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Perché le Borse
se ne infischiano

it@withub.it by it@withub.it
12 Dicembre 2016
in Archivio Il Punto, Il punto HP
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Anche oggi Piazza Affari ha chiuso con il segno più. In due settimane Borsa Italiana ha quasi dimezzato le perdite del 2016. Dopo Brexit i mercati ci hanno messo tre giorni per riprendersi dallo shock, dopo l’elezione di Trump tre ore e dopo il referendum italiano tre minuti, per dirla con un analista intervistato da Vittorio Carlini e Morya Longo sul Sole. Ci sono molte ragioni per cui le Borse non reagiscono quasi mai come previsto. Una è che gli investitori di lungo periodo, come assicurazioni, fondi pensione e fondi comuni, tendono a non muoversi d’impulso per eventi incerti come gli appuntamenti elettorali. Nel caso del referendum, è successo anche che gli investitori di brevissimo periodo, quelli algoritmici e computerizzati, avessero da tempo messo nel conto la vittoria del no.

Ma forse il problema non sono le reazioni dei mercati bensì le aspettative alimentate da esperti e falsi profeti. Giovanni Tamburi, banchiere d’affari che ha investito molti soldi nelle imprese italiane, si è divertito a censire tutte le fesserie sui mercati diffuse a piene mani da esperti, uffici studi e guru vari. Il campionario si trova in un libro allegato a Milano Finanza e intitolato “Prezzi&Valori”. Racconta Tamburi a Ugo Bertone sul sito fisrtonline.info che uno stimato analista alla vigilia del voto americano aveva previsto che la quotazione dell’oro sarebbe aumentata del 7% se avesse vinto la Clinton e del doppio se avesse prevalso Donald Trump. Peccato che dopo le elezioni l’oro sia sceso.

Tamburi crede che la tenuta degli indici di Piazza Affari abbia a che fare con le condizioni dell’economia italiana, che ha problemi enormi soprattutto dal punto di vista dell’occupazione ma ha anche aziende vitali come dimostra l’exploit della plastica o della farmaceutica o dell’automazione. E il fatto che ora si vendano non solo più automobili ma anche più veicoli commerciali è un indicatore che fa ben sperare.

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