“Temo che la gente non lo abbia capito, ma con la vittoria dei No al referendum costituzionale si è concluso un ciclo. Non avremo più uno che governa, ma tutti che inciuciano. I cittadini perderanno il potere di scegliersi i governi, le decisioni politiche più importanti verranno prese da pochi nel buio del Palazzo. Insomma, è tornata la Prima repubblica. E non ne usciremo facilmente”, “Gentiloni? Ha le qualità, farà bene. Gli auguro in bocca al lupo”. Lo afferma l’ex premier Matteo Renzi in un colloquio telefonico con il Quotidiano Nazionale dalla sua casa di Pontassieve. “I parlamentari – afferma – faranno melina nella speranza di arrivare a settembre in modo da incassare i vitalizi. È una vergogna, lo so, ma non mi aspetto niente di diverso” e “alle prossime elezioni, presumibilmente a giugno, si voterà con il proporzionale e con il Consultellum”. Inoltre aggiunge: “Altro che riforma autoritaria, senza più il Senato che dà la fiducia al governo e con l’Italicum avremmo consolidato il quadro politico e istituzionale. Erano riforme coerenti con l’idea di governi responsabili fondati su maggioranze parlamentari chiare e definite sin dal giorno delle elezioni…”. Renzi sottolinea inoltre che “è andata così. E’ andata male. Non resta che farmene una ragione”, “non pensavo che sarebbe giunto questo momento ma lo affronto come ho sempre vissuto: a testa alta, in maniera responsabile”. Quindi ricorda che “in mille giorni nessuno ha mai fatto tanto per l’Italia” e rivendica il fatto d’essere riuscito “a far approvare l’articolo 18 alla sinistra e le unioni civili ai cattolici”, “sono il primo presidente del Consiglio dell’intera storia repubblicana che se ne va pur avendo 173 voti di maggioranza in parlamento”, “quando ho detto che avrei smesso con la politica intendevo dire che avrei smesso di essere pagato dalla politica, e così è stato. Non sono parlamentare, non ho stipendi, prebende né garanzie… Eppure, ho mollato lo stesso” e “non darò interviste per mesi”. (12 Dic – Red)