• Home
  • Pagina di esempio
9Colonne
No Result
View All Result
No Result
View All Result
9Colonne
No Result
View All Result
Home Home page In evidenza top news

RENZI RILANCIA
IL MATTARELLUM

it@withub.it by it@withub.it
18 Dicembre 2016
in In evidenza HP, In evidenza top news
0
0
SHARES
0
VIEWS
Share on FacebookShare on Twitter

È un Matteo Renzi apparso con il freno a mano tirato quello che ha aperto l’assemblea nazionale del Partito Democratico nella sala congressi dell’Hotel Ergife di Roma. L’ex premier, probabilmente cedendo alle pressioni di gran parte delle anime del partito, a cominciare dall’Area Dem del Ministro della Cultura, Dario Franceschini, ha accettato di portare a scadenza naturale il suo mandato, rimandando il congresso all’anno prossimo: “Credo che il congresso sarebbe stata la scelta migliore per ripartire, dal giorno dopo la sconfitta del 4 dicembre ci ho pensato”, ha confessato Renzi, “ma la prima regola del nuovo corso, perché se hai sbagliato qualcosa devi cambiare, deve essere quella di ascoltare di più. Quindi ho accettato di non piegare i tempi alle esigenze, che pure, vi garantisco, sentivo perché siamo nella fase nuova, la fase zen”. L’impressione diffusa, è che abbia prevalso la linea delle “colombe”.

La relazione del segretario – passata per il voto dell’assemblea con 481 sì, 2 no e 10 astenuti – si è molto soffermata sull’analisi della sconfitta al referendum costituzionale del 4 dicembre: “Non abbiamo perso, abbiamo straperso. Prendere il 41% in un referendum è una sconfitta netta”, ha ammesso il segretario Pd, che ha poi spiegato quelli che secondo lui sono stati i motivi: “Non aver capito la politicizzazione del referendum è stato il mio errore”. Tuttavia, ha aggiunto, “un partito che porta a votare oltre 13 milioni di persone e che cerca di far tesoro del fatto che 19 milioni hanno votato contro, è il partito più forte che c’è in Italia e l’unica speranza che ha questo paese”. L’ex premier torna quindi ad assegnarsi la quasi totalità dei voti presi dal Sì al referendum: “se voto politico è il 59% – ha spiegato – non sottovalutino i signori della coalizione del no che c’è un voto politico sul 41% con il quale ciascuno dovrà fare i conti. Il punto chiave è come il Pd riuscirà a far tesoro degli errori”.

E tra gli errori individuati da Renzi, si torna al vecchio adagio di chi non è riuscito a farsi capire: “La nostra efficienza è stata superiore alla nostra empatia, abbiamo dedicato troppa attenzione alle slide e non al dolore di chi diceva che non va bene così. Le ricette erano corrette ma non c’era un quadro condiviso. Non sono le perle a fare la collana ma il filo”. Soprattutto errori di comunicazione quindi, amplificati dalle reti social dove il Pd – secondo l’ex premier – è stato surclassato dal Movimento 5 Stelle: “Abbiamo lasciato la parte web a chi in queste ore è sotto gli occhi della comunità internazionale, a cominciare dal New York Times, come diffusore di falsità”. Poi l’attacco: “Facciamo un accordo cari amici grillini: voi la smettete con le bufale e noi non raccontiamo cosa siete: un’azienda privata che firma contratti con gli amministratori con tanto di penali. Ne parleremo alle prossime elezioni”.

Ma non solo comunicazione: il Partito Democratico ha perso contatto con pezzi di società che lo hanno punito con il voto del 4 dicembre e Renzi lo ammette: “Al referendum abbiamo perso sui giovani, abbiamo perso in casa, è una cosa che fa male. Ma la nostra generazione non è solo arrabbiata, è anche disincantata”. E sulla disfatta al sud, non è mancato un attacco neanche troppo velato al governatore della Campania, Vincenzo De Luca: “Al Sud abbiamo puntato troppo sul notabilato e poco sulle forze attive”, ha ammonito il segretario dem.

Archiviato il congresso, la strada disegnata dall’ex premier è quindi di attesa sul partito – che probabilmente svolgerà una conferenza programmatica, come suggerito da Epifani nel suo intervento – e di accelerazione sulla legge elettorale, dove forse si registra il dato politico più saliente della giornata, la proposta di un ritorno al Mattarellum, così avanzata da Renzi: “Vogliamo giocare l’ultima possibilità di avere un sistema maggioritario o scivoliamo verso il proporzionale? Io vi propongo di andare a guardare le carte in modo esplicito sull’unica proposta che può essere realizzata in tempi brevi: è la proposta che porta il nome del presidente Sergio Mattarella. Io dico, andiamo a vedere. Il Pd c’è. Lo chiedo a questa Assemblea”. L’ipotesi del ritorno alla legge che portò alla vittoria dell’Ulivo di Romano Prodi trova i favori di larga parte del partito. Ma nel suo intervento, il Ministro della Cultura, Dario Franceschini, avverte: “Dovremmo comunque cercare di correggere la legge elettorale nel caso non dovessimo raccogliere i consensi sul Mattarellum. Non dovremo rassegnarci al proporzionale puro”.

Ritorno al proporzionale o Mattarellum corretto dunque, questo il bivio che si preannuncia sulla legge elettorale all’indomani del parere della Consulta previsto per il 24 gennaio prossimo e il segretario Pd, appoggiando apertamente la seconda ipotesi, fa un netto passo indietro rispetto al passato. Questo porterà la minoranza “bersaniana” a non partecipare al voto in assemblea, proprio – così lo motivano alcuni esponenti dell’area – per non votare contro una legge elettorale più volte proposta come alternativa all’Italicum.

Tra gli interventi che hanno seguito la relazione di Renzi, particolarmente significativi quelli del Ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio e di Gianni Cuperlo. Il primo, al dire di molti ha detto quello che Renzi non ha potuto dire per evitare uno scontro in assemblea, ovvero che il governo Gentiloni ha una scadenza già decisa: “Grazie Matteo per aver detto di voler ripartire da un ‘Noi’. Benissimo la conferenza programmatica proposta da Epifani, che parte dal basso per essere in sintonia con la pancia del Paese non per assecondarla. Trovo omissiva però la tua relazione, Matteo: il voto di domenica ha detto che gli italiani vogliono andare a votare presto”. L’ex candidato alla segreteria, ha invece ribadito le sue critiche alla gestione renziana: “Sento di esprimere la mia solidarietà umana al segretario anche per come ha reagito dopo la sconfitta, ma con la stessa onestà dico che serve una guida diversa per il Pd”.

Chi invece si è reso protagonista di una brutta caduta di stile, è stato il Vicepresidente della Camera, Roberto Giachetti, che attaccando Roberto Speranza ha usato le testuali parole: “Hai la faccia come il culo. Non temi un uomo solo al comando. Semplicemente non vuoi che ci sia Matteo Renzi”. L’ex candidato sindaco di Roma è stato redarguito da Matteo Orfini, che dalla presidenza lo ha ammonito: “Da vice presidente della Camera, non consentiresti mai in aula di tenere questi toni e usare questi termini”. Evidentemente, la “fase zen” di Matteo Renzi, che da domani tornerà – o inizierà, secondo molti – a svolgere il ruolo di segretario del Partito Democratico, non è stata ben compresa da tutti, ma anche per quello ci vorrà tempo. (Fas – 18 dic)

Related Posts

  • GOVERNO RENZI
    ECCO LA “SQUADRA”

    "Avverto la responsabilità e la delicatezza dello straordinario onore che deriva dal dare all' Italia…

  • MARO’, RENZI: “RAPIDA
    SOLUZIONE POSITIVA”

    “Una rapida soluzione positiva”: è quanto ha auspicato il presidente del Consiglio Matteo Renzi sulla…

  • La crescita
    dell’italiano
    come
    Lingua 2

    Franca Orletti, presidente del Consiglio Scientifico e Didattico del Consorzio ICoN, presenta la rinnovata attenzione…

Previous Post

TRASPORTI, NUOVA LINEA BUS DA LUBIANA A TRIESTE

Next Post

Cinema, il Giffoni internazionale si presenta alla Farnesina

Next Post

Cinema, il Giffoni internazionale si presenta alla Farnesina

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli recenti

  • OLIMPIADI: PODCAST RAIPLAY, DIECI ATLETI SI RACCONTANO
  • OBESITÀ, SCHILLACI: LEGGE PASSO IN AVANTI PER LA TUTELA DELLA SALUTE
  • POLIZIA, LEONE XIV RICEVE NUMERO SPECIALE POLIZIA MODERNA “PACE E SICUREZZA”
  • BANDECCHI, AVS, PD, M5S, PSI E RC: ORA BASTA, SINDACO SI DIMETTA
  • CNR, STUDIO RICONDUCE IL DIPINTO DI TURNER AL PONTE DEL DIAVOLO DI BLERA (VT) (3)

Commenti recenti

Nessun commento da mostrare.
  • Home
  • Pagina di esempio

© 2026 JNews - Premium WordPress news & magazine theme by Jegtheme.

No Result
View All Result
  • Home
  • Pagina di esempio

© 2026 JNews - Premium WordPress news & magazine theme by Jegtheme.