Roma, 19 dic – “Siamo onorati di collaborare con la Segreteria per la Comunicazione progettando oltre a una serie mirata di attività didattiche un vero e proprio progetto di ricerca”. Paolo Peverini, docente di Comunicazione di marketing e linguaggi dei nuovi media presso il Dipartimento di impresa e management della Luiss e membro di X.ite (centro di ricerca interdisciplinare con focus prioritario sui processi decisionali e i comportamenti degli individui), in una intervista a Repubblica parla dell’iniziativa inedita che vede collaborare (il lavoro andrà avanti anche nei prossimi mesi) Vaticano e Luiss: “C’è stato un lavoro di formazione e uno di ricerca. Sul primo versante, oltre 50 dipendenti della Segreteria per la comunicazione sono stati coinvolti in una serie di workshop e di progetti formativi presso la Business school della Luiss dedicati ai temi dell’innovazione della comunicazione e dell’informazione nello scenario della convergenza mediale e al team building. Sul secondo versante all’interno di X.ite stiamo conducendo un progetto di ricerca il cui obiettivo è selezionare, analizzare e condividere modelli e casi esemplari di comunicazione integrata di marketing particolarmente avanzati sul piano delle tecnologie, dei canali e dei mezzi impiegati, dei contenuti e infine della responsabilità e dei processi organizzativi. Anche il progetto di ricerca prevede delle sessioni in cui vengono coinvolti attivamente dei professionisti dei media vaticani”, “stiamo cercando di favorire una cultura del lavoro di squadra in funzione del ruolo fondamentale che la comunicazione nelle grandi organizzazioni ha acquisito. Gli obiettivi sono: condividere tendenze e cause della omnimedialità condividere modelli analitici e organizzativi per lo sviluppo di coordinamento e integrazione delle attività di comunicazione istituzionale in una logica omnimediale, sensibilizzare i partecipanti al progetto di ricerca sulle leve comunicative e organizzative, per realizzare un’efficace evoluzione della comunicazione della Santa Sede in una logica omnimediale, condividere principi e azioni”. E aggiunge: “La dimensione tecnologica è sì fondamentale ma insieme; da sola non consente di risolvere alcun problema legato al riassetto di una macchina organizzativa complessa. I media non si riducono certo unicamente al fattore tecnologico. Il punto fondamentale è comprendere come non sia la tecnologia che da sola abilita l’innovazione ma l’uso che l’uomo fa della tecnologia stessa. Senza il fattore umano non ci può essere innovazione”. Evidenzia infine che “l’umanità del Papa e la capacità di ridurre la distanza con le persone sono due tratti distintivi della sua presenza nei media, le foto, i video e i tweet restituiscono il senso di una predisposizione all’ascolto dell’altro, di un approccio autentico ai propri interlocutori”.