Roma, 20 dic – Il ministro degli Esteri, Angelino Alfano, in una intervista al Corriere della Sera, parla della sua missione d’esordio che prevede tappe a Berlino, Parigi, Londra e Madrid e nelle quali parlerà anche delle prospettive di stabilità politica in Italia: “Guardiamo alla situazione politica di quei Paesi: Francia e Germania sono vicine al voto, il Regno Unito ha appena avuto un referendum e un cambio di governo, la Spagna è da poco uscita da una lunga fase di instabilità e di crisi. Quindi incontrerò colleghi che sanno esattamente di cosa stiamo parlando. Dirò che la scadenza naturale della legislatura è il febbraio 2018 e qualora si anticipasse il voto, sarebbe al più l’anticipo di un semestre. Nulla di traumatico. Sul fondo, ricorderò che la prua della nostra politica estera non cambia rotta: l’atlantismo, l’europeismo, il multilateralismo efficace e l’attenzione ai diritti umani, che hanno segnato l’azione dell’Italia nel Dopoguerra, rimangono garanzia della nostra affidabilità”. E aggiunge: “E’ evidente che, data la mia origine di frontiera di uomo del Mediterraneo, e la mia provenienza dal Viminale, avrò un più di attenzione sui temi della gestione delle frontiere esterne d’Europa e del rapporto con i Paesi d’origine e transito dei migranti. Il terzo elemento sul quale intendo mettere l’accento ha a che fare con la mia appartenenza politica ed è la persecuzione dei cristiani”.
(red)
