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DI MAIO: SI INFILTRERANNO ALTRI MARRA

it@withub.it by it@withub.it
21 Dicembre 2016
in In evidenza HP, In evidenza top news, Pubblicazione
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“A Roma abbiamo commesso errori, ma chi cade poi deve rialzarsi. Se avessimo fatto calcoli in chiave elettorale non avremmo mai ambito a governarla, viste le difficoltà. Ma noi non ci occupiamo di strategie: non siamo come Rutelli e Veltroni, che usarono la città come un trampolino”. Lo afferma Luigi Di Maio in una intervista al Fatto. Quello che il quotidiano definisce il “candidato premier in pectore del M5S” spiega che il silenzio avuto finora sulla vicenda della giunta Raggi nasceva dal fatto che “il Movimento stava prendendo una decisione su Roma. Si parla solo dopo che si è deciso: ho sempre fatto così. Molti hanno parlato di fuga. Sono critiche dei nostri oppositori. Sarebbe stato controproducente parlare in quelle ore”. E della decisione di mandare via Marra e di nominare Romeo nuovo vicesindaco rinnovando la fiducia M5S nel lavoro della Raggi precisa: “Beppe Grillo, il garante, ha fatto tutte le sue valutazioni. Ha parlato con la sindaca e assieme hanno stabilito una road map per far ripartire il Comune”. Ammette tuttavia che l’arresto di Raffaele Marra “è stato un colpo per tutti”. Smentisce poi di avere mai definito Marra “competente”: “Non è vero. Esiste un video (pubblicato sul sito Fanpage.it, ndr) che lo prova. Non è così. In quella risposta su Marra dico due cose: chi ha partecipato al massacro del Campidoglio si faccia da parte, mentre chi è competente venga a darci una mano. Perché associare a Marra questa seconda parte? La verità è che già in quei giorni volevamo che fosse allontanato. Ci basavamo sulle informazioni di dominio pubblico. Le varie questioni che lo coinvolgevano ci spinsero a chiedere alla sindaca di metterlo da parte. E poi la sua permanenza stava creando divisioni nel M5S. Spettava alla sindaca decidere. Oneri e onori a lei”. E aggiunge di non capire perché Raggi si fidasse così tanto di lui: “Non lo so. Quello che posso dire è che noi siamo la prima forza politica del Paese. E quindi proveranno a infiltrarci ancora”, “la città era ferma, e noi la stiamo rimettendo in moto. Abbiamo tagliato gli sprechi, con una spending review che ci ha permesso di dare 9 milioni ai Municipi per l’assistenza. E stiamo re-investendo nei trasporti. Ma ci vuole tempo, visto quello che abbiamo trovato”. Commenta quindi così la decisione dell’Oref che ha bocciato il bilancio comunale: “Volevamo approvarlo in tempi record: non ci siamo riusciti, ma staremo nei termini di legge. C’era un buco di bilancio enorme”. Replica quindi alle critiche contro di lui da parte di esponenti e militanti di M5S: “Io ho sempre dato una mano per i compiti scomodi. Quando ho accettato gli Enti locali sapevo che non sarebbe stato facile: se un sindaco fa un errore poi la colpa è tua, mentre se lavori bene non fa notizia. Potevo sfilarmi da tutto questo, evitando ogni responsabilità, ma per il M5S bisogna metterci la faccia. Continuerò in questo lavoro assieme ai colleghi Riccardo Fraccaro, Alfonso Bonafede e Giancarlo Cancelleri”, “non esiste nessuna fronda, non mi do tutta questa importanza. Mi sono state mosse critiche, ma chi me le ha poste è sempre venuto da me di persona. E va accettato”. La nomina di Roberto Reo a futuro capogruppo M5S alla Camera profila una battaglia interna a M5S per la candidatura a premier? “Si sbaglia a parlare di corsa a due – afferma Luigi Di Maio in una intervista al Fatto -. Saremo molti di più, e Fico ha fatto bene a dire di essere disponibile per qualsiasi ruolo nell’interesse del M5S”. E interrogato su di una eventuale scesa in campo di Di Battista aggiunge: “Io non la vivo come una guerra, come un corpo a corpo. Io non ho mai nascosto la mia disponibilità, ma il tema non è il chi, è il cosa: i temi, il programma”. E assicura che, in quanto alle regole, “per le elezioni saremo pronti. Piuttosto, spero che ci faranno votare”, Renzi “ne dice tante, ma ha già perso tutta la sua credibilità. Parlare ora di Mattarellum mi pare un altro modo per allungare il brodo. L’istinto di sopravvivenza dei partiti vuole portarli fino al 2018”. (21 Dic – Red)

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