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TERRORISMO, VALLONE: TEMIAMO LA VENDETTA DELL’ISIS

it@withub.it by it@withub.it
27 Dicembre 2016
in In evidenza HP, In evidenza top news, Pubblicazione
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Oltre 1.800 uomini e 400 macchine in più al giorno per una spesa che supera i 100 milioni di euro al mese. L’Italia rimodula il dispositivo antiterrorismo dopo l’uccisione a Milano dell’attentatore di Berlino Anis Amri. E “blinda” le manifestazioni pubbliche, i concerti, gli eventi per le festività che potrebbero trasformarsi in bersaglio per una vendetta che ormai nessuno si sente di escludere. “E’ la prima volta che un terrorista viene ucciso in Italia e sicuramente una divisa è diventata bersaglio privilegiato – afferma, in una intervista al Corriere della Sera, Maurizio Vallone, capo del servizio controllo del territorio del Dipartimento della Pubblica sicurezza -. Non dimentichiamo che anche in Francia sono stati uccisi due poliziotti. Noi siamo la vetrina dello Stato”, “dobbiamo essere particolarmente attenti, prendere tutte le iniziative possibili di autotutela. Non è un caso se le circolari del prefetto Gabrielli riguardano anche le modalità di intervento per il personale fuori servizio”. E spiega che le modalità di controllo diverse per ogni città, annunciate dal ministro Minniti dopo l’attentato di Berlino, “sono entrate in vigore immediatamente, come dimostra proprio quanto accaduto a Milano: attualmente la priorità è il controllo delle persone sospette e la protezione degli eventi”. Inoltre conferma che si teme “l’emulazione di quanto accaduto in Germania. La vendetta dei fondamentalisti in un posto affollato”.

Spiega poi che “oltre agli agenti in servizio in ogni città, abbiamo 1.800 uomini a disposizione per potenziare i servizi quando questori o prefetti lo richiedono. L’aspetto principale in questo momento riguarda quanto accade prima delle manifestazioni ritenute a rischio: noi elenchiamo le prescrizioni da rispettare, se la risposta non è adeguata scatta il divieto”, “un concerto di fine anno non si potrà svolgere se non ci saranno ‘filtraggi’ delle persone all’entrata e all’uscita, come avviene negli stadi. Inoltre dovranno essere montate le barriere di cemento per impedire l’accesso dei mezzi. In ogni occasione saranno presenti le Unità operative antiterrorismo. Sono pattuglie addestrate dai Nocs che si muovono su macchine blindate e con la dotazione di fucili ad alta precisione. Sono sempre su strada e intervengono in caso di emergenza”, “abbiamo a disposizione 400 poliziotti e circa altrettanti carabinieri. Tutti ricorderanno quel che accadde a Parigi con la macchina della polizia che fu costretta a fare marcia indietro davanti alla minaccia del terrorista armato. Queste unità servono a scongiurare proprio quel pericolo”. Inoltre dei due agenti di Milano che hanno ucciso Amri dice: “Sono stati perfetti, la loro è stata un’operazione da manuale. Tecnicamente si chiama triangolazione del tiro: vuol dire che non si sono esposti insieme di fronte alla persona da controllare. Così, quando il tunisino ha sparato contro uno di loro, l’altro ha potuto reagire e neutralizzarlo”. Conferma poi che nelle città resteranno i presidi dei soldati “perché sono importanti e hanno anche una funzione deterrente. Ma il loro compito deve fermarsi qui. Altra cosa è il controllo del territorio, attività complessa e articolata che spetta esclusivamente a polizia, carabinieri e Guardia di finanza visto che vengono addestrati in maniera specifica. Del resto esistono anche norme molto rigide in materia e a queste ci atteniamo per far funzionare l’intero sistema”. Più personale in borghese? “Non è previsto, anzi. Vedere le divise serve a rassicurare i cittadini e quindi a far sì che aumenti la percezione di sicurezza. Inoltre riteniamo che la loro presenza sulle strade sia uno strumento per attirare la minaccia e distoglierla dal cittadino indifeso, dunque non ci sarà alcun cambiamento”. Sostiene infine che la collaborazione dei cittadini “è fondamentale. Più volte abbiamo fatto appelli affinché chiunque noti qualcosa di strano lo segnali. E la coesione sociale, una delle chiavi del nostro successo. Riceviamo ogni giorno moltissime chiamate e le verifichiamo tutte. Preferiamo fare una corsa a vuoto piuttosto che rimanere spiazzati”. (27 Dic – Red)

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