L’attentatore che ha sparato tra la folla del locale Reina di Istanbul la notte di Capodanno è “un eroico soldato del califfato” che ha colpito “il più famoso nightclub dove i cristiani stavano celebrando la loro festa apostatica”. A più di 30 ore dall’attentato arriva la rivendicazione dello Stato islamico: un forte messaggio al mondo, ma soprattutto alla Turchia, definita “serva dei crociati”. Nel suo comunicato, diffuso per la prima volta anche in lingua turca, l’Isis ha motivato l’attentato come una ritorsione nei confronti della Turchia per i suoi bombardamenti in Siria. Che l’attacco fosse legato all’Isis lo avevano già confermato le indagini delle forze di sicurezza turche: fin dai momenti successivi all’attacco, infatti, alcuni elementi avevano fatto escludere la pista dei separatisti curdi. Sia l’obiettivo scelto – un noto locale frequentato da stranieri e simbolo della Turchia europea – che il modus operandi avevano già fatto pensare che l’attentato sarebbe stato rivendicato dallo Stato islamico. Nel frattempo, la polizia turca ha arrestato a Istanbul otto persone per presunto coinvolgimento nella strage mentre prosegue la caccia al killer.
LA RICOSTRUZIONE – Il giorno prima della strage le autorità turche avevano ricevuto informazioni dagli Stati Uniti, che avvertivano del rischio di un attacco da parte dello Stato islamico durante la notte di Capodanno a Istanbul o Ankara. L’allerta, però, non è bastata a evitare la strage: il terrorista è arrivato al Reina in taxi all’una e un quarto, ha preso una borsa dal bagagliaio e ha estratto un fucile automatico. Ha iniziato a sparare già fuori dal locale, colpendo prima un poliziotto e un civile; dentro alla discoteca, poi, ha sparato alla cieca sulle circa 600 persone presenti, che stavano festeggiando l’arrivo del 2017. Le vittime sono 39, la maggior parte stranieri, e circa 70 i feriti. Secondo le ricostruzioni, nel luogo della strage sono stati esplosi tra i 120 e i 180 colpi in sette minuti. Oltre alla rivendicazione, lo Stato islamico ha diffuso anche messaggi in cui si esorta a colpire la Turchia e gli interessi turchi nel mondo. Un Paese colpito da almeno una dozzina di attentati nel corso dell’anno appena trascorso: solo due settimane fa ad Ankara un poliziotto turco di 22 anni ha ucciso in segno di vendetta per i “morti di Aleppo” l’ambasciatore russo in Turchia Andrey Karlov.
LA SOLIDARIETA’ DELL’ITALIA – “A nome del Governo, del popolo italiano e mio personale le esprimo le più sentite condoglianze per il vile e brutale attacco terroristico che ha colpito Istanbul”, si legge nel messaggio che il presidente del consiglio Paolo Gentiloni ha mandato al presidente turco Erdogan dopo la strage. “Il nostro pensiero – scrive Gentiloni – va alle vittime innocenti la cui vita è stata spezzata da ferocia inumana proprio nella normalità della condivisione di un momento di festa. L’Italia si stringe tutta intorno alle famiglie e piange con loro. Signor Presidente, in questo momento doloroso le confermo la solidarietà piena del governo italiano e la determinazione assoluta a combattere insieme contro la piaga del terrorismo”. L’Italia ribadisce “l’impegno a combattere con ogni mezzo la logica del terrore”, ha affermato, il ministro degli Affari esteri Angelino Alfano. “Di fronte al ripetersi di gravi minacce alla nostra sicurezza, resta alta la necessità di mantenere e di rafforzare la cooperazione internazionale per garantire risposte comuni sempre più efficaci nel contrasto al terrorismo. Si tratta di un impegno che deve essere costante e determinato – aggiunge Alfano – contro un fenomeno complesso, di cui l’Italia intende affrontare nel corso della sua Presidenza del G7, assieme agli altri Paesi membri, le profonde cause e radici nelle diverse aree di crisi”. (Red – 2 gen)