II bonus investimenti al Sud cambierà pelle. Istituito nel 2016, il credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali nuovi non sta funzionando e il governo corre ai ripari pensando ad un emendamento al decreto Mezzogiorno. Lo annuncia il ministro per la Coesione territoriale e Mezzogiorno, Claudio De Vincenti. “La legge di stabilità 2016 prevedeva uno stanziamento di 617 milioni annui dal 2016 al 2019. Ma l’utilizzo da parte delle imprese nel 2016 è stato inferiore alle attese, intorno al 20% delle risorse. Restano dunque ancora a disposizione oltre 500 milioni all’anno che destineremo alla nuova versione del credito d’imposta” afferma in una intervista al Sole 24 Ore. E aggiunge: “Secondo le nostre valutazioni il tiraggio è basso e questo a causa di tre elementi che probabilmente hanno costituito un freno. Il primo riguarda i criteri di calcolo degli investimenti che beneficiano del credito. Il secondo elemento sono i vincoli alla cumulabilità con altre misure. Pesa infine il fatto che la percentuale di credito sia inferiore ai limiti consentiti dalla Ue. La norma fu concepita in chiave prudenziale rispetto ai vincoli comunitari, ora intendiamo rafforzarla e stiamo valutando nei dettagli su quale di questi elementi intervenire e m che modo”. Assicura quindi che “di sicuro deve restare uno spazio significativo per le Pmi, ma tenendo conto dell’importanza degli investimenti delle grandi imprese per il rilancio del tessuto produttivo meridionale”. Il ministro sostiene che “è indubbio che il Sud abbia subito l’impatto più grave della crisi apertasi nel 2008. Ma l’allargamento del divario con il Centro-Nord dal 2015 si è interrotto. I cinque indicatori chiave citati anche dal check-up di Confindustria sono tornati tutti positivi per la prima volta dall’inizio della crisi: Pil, occupazione, export, numero di imprese e investimenti. Si deve lavorare per rendere strutturale il ritmo di ritrovata crescita, m quest’ottica al governo spetta il compito di supportare con un contesto adeguato eccellenze produttive e capacità di cui il Sud continua ad essere espressione. Questa è anche la filosofia che ha ispirato il Masterplan e i 15 Patti firmati con le Regioni e le città metropolitane. Proprio oggi inizio un viaggio in varie tappe sul territorio per confrontarmi con le amministrazioni locali sull’attuazione dei Patti e accelerare le procedure per l’avvio dei primi interventi”. Infine smentisce che l’Agenzia per la coesione sia partita a ritmo lento: “I numeri che abbiamo già a disposizione in realtà dicono il contrario. L’ammontare delle risorse che corrispondono a bandi o procedure che hanno già selezionato chi realizzerà l’intervento è di quasi 7 miliardi, il 12% dei fondi Fesr e Fse. Se invece consideriamo il valore dei bandi e delle procedure avviate siamo al 33% dei fondi. Mi sembrano dati che indicano il buon funzionamento delle strutture operative che lavorano alla coesione territoriale, sia l’Agenzia sia il Dipartimento”. (10 Gen – Red)