• Home
  • Pagina di esempio
9Colonne
No Result
View All Result
No Result
View All Result
9Colonne
No Result
View All Result
Home Sito interno Archivio Il Punto

La disoccupazione
problema demografico

it@withub.it by it@withub.it
10 Gennaio 2017
in Archivio Il Punto, Il punto HP
0
0
SHARES
0
VIEWS
Share on FacebookShare on Twitter

(10 gennaio 2016) I dati Istat diffusi ieri dicono che in Italia è cresciuto il numero dei disoccupati. Sono l’11,9%, tre milioni e 89 mila persone. Cerca invano un lavoro il 39,4% dei giovani. Ci sono molti medici al capezzale dell’economia malata. I referti parlano di un capitalismo industriale familiare e asfittico, di bassa produttività, di forza lavoro dequalificata, di inefficienza della pubblica amministrazione, della giustizia e della formazione. Ma c’è un aspetto di cui si parla poco e che per alcuni è invece la causa numero uno della disoccupazione: si tratta della bassa natalità e del conseguente invecchiamento che danneggia sia la domanda che l’offerta, e quindi il Pil e la creazione di posti di lavoro.

Come ricorda l’ex presidente di Nomisma Nicola Cacace, dal lato della domanda il Pil è fatto per l’80% di consumi ed i consumi degli ultrasessantacinquenni – abitazioni, abbigliamento, mobilità, alimentari, con l’eccezione dei farmaci – sono meno della metà di quelli della popolazione più giovane. Dal lato dell’offerta nella società digitale la maggioranza delle innovazioni è fatta dai giovani ed infatti l’Italia è un paese a bassa innovazione.

Da tutti i dati emerge con chiarezza che l’eccessivo invecchiamento mette in crisi l’economia, a meno di non compensarlo con flussi immigratori paralleli e intelligenti, come ha fatto un altro paese a bassa natalità e molto vecchio, la Germania, che ha migliorato la condizione demografica prima con massicce immigrazioni di italiani, spagnoli e turchi, poi di siriani, afgani, africani ed oggi ha una quota di immigrati superiore al 15% della popolazione.

Dalle “previsioni demografiche al 2050 a migrazioni zero” elaborate da Eurostat e dal prof. Livi Bacci emerge un quadro sconfortante, non tanto per i 10 milioni di abitanti in meno, da 60 a 50, quanto per l’ulteriore invecchiamento. Come fa notare Cacace, l’Italia, paese ad alta intensità abitativa, potrebbe vivere benissimo con 10 milioni di cittadini in meno, ma non con 12 milioni di giovani in meno e 2 milioni di anziani in più. La questione è vitale ma è totalmente assente dal dibattito pubblico.

Related Posts

  • La crescita
    dell’italiano
    come
    Lingua 2

    Franca Orletti, presidente del Consiglio Scientifico e Didattico del Consorzio ICoN, presenta la rinnovata attenzione…

  • La lingua
    italiana
    cresce sul
    Mediterraneo

    L’Italia conta attualmente su 8 scuole statali italiane nel mondo, 43 paritarie, 76 sezioni italiane…

  • La didattica
    per venti
    docenti
    brasiliani

    La formazione del Consorzio ICoN riparte dal Sud America con il corso di alta specializzazione…

Previous Post

SPAZIO, DA PAVIA A BARCELLONA CON UN’APP INNOVATIVA

Next Post

UNIVERSITA’, CUBA PREMIA DOCENTE FIORENTINO

Next Post

DIFESA, ROSSI: RISULTATI POSITIVI IN LIBIA E IRAQ

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli recenti

  • OLIMPIADI: PODCAST RAIPLAY, DIECI ATLETI SI RACCONTANO
  • OBESITÀ, SCHILLACI: LEGGE PASSO IN AVANTI PER LA TUTELA DELLA SALUTE
  • POLIZIA, LEONE XIV RICEVE NUMERO SPECIALE POLIZIA MODERNA “PACE E SICUREZZA”
  • BANDECCHI, AVS, PD, M5S, PSI E RC: ORA BASTA, SINDACO SI DIMETTA
  • CNR, STUDIO RICONDUCE IL DIPINTO DI TURNER AL PONTE DEL DIAVOLO DI BLERA (VT) (3)

Commenti recenti

Nessun commento da mostrare.
  • Home
  • Pagina di esempio

© 2026 JNews - Premium WordPress news & magazine theme by Jegtheme.

No Result
View All Result
  • Home
  • Pagina di esempio

© 2026 JNews - Premium WordPress news & magazine theme by Jegtheme.