Roma, 13 gen – “Non abbiamo commesso alcuna frode. Il nostro caso non è in nulla assimilabile a quello di Volkswagen. Non permetteremo a nessuno di discutere la moralità della nostra azienda”.
Così il ceo di Fca in una conferenza telefonica con i giornali italiani, in merito alle accuse dell’Epa, l’agenzia del governo americano per la protezione dell’ambiente. “Da mesi – si legge su Repubblica – discutiamo con Epa e con le autorità che ci hanno chiesto molto materiale sul funzionamento dei nostri motori. Le nostre emissioni sono riportate chiaramente, tutto è alla luce del sole”.
Siete stati paragonati Volkswagen, come rispondete? “Volkswagen ha montato un dispositivo che era in grado di distinguere quando l’auto si trovava al test e quando si trovava su strada. Il nostro software si comporta sempre allo stesso modo. Chi ci paragona al gruppo tedesco ha fumato qualcosa di illegale”.
I dirigenti degli enti di controllo vi accusano di aver “tentato di aggirare le regole”. Siete stati scoperti? “Questa è la cosa che mi fa incavolare di più. Se mettono in dubbio la mia coerenza morale, posso sopravvivere. Ma non tollero che lo si faccia sulle spalle delle decine di migliaia di persone che lavorano nella nostra azienda”. “L’Epa – spiega Marchionne – ha cominciato a chiederci chiarimenti su dispositivi installati sui nostri motori. Noi abbiamo risposto puntualmente. I nostri motori diesel sono realizzati soprattutto da tecnici europei che sono abituati alle norme europee. E’ possibile che questo abbia creato dei problemi. Non credo che fossero questioni insormontabili o che abbiano avuto un peso particolare in questa storia”.
(red)