Roma, 24 gen – Con l’asse angloamericano che si rinsalda come non accadeva dal secolo scorso “l’Europa non deve rinunciare alla sua leadership e guardare in tutte le direzioni. Dobbiamo dare respiro ai Balcani, rafforzare la leadership nel Mediterraneo, difendere la Nato e collaborare con la Russia: è un attore globale, un partner affidabile nel rifornimento energetico e nella lotta al terrorismo. Occorre rilanciare il progetto europeo senza aver paura che qualcuno non partecipi”. Lo afferma il ministro degli Esteri, Angelino Alfano, in una intervista a La Stampa: “E’ l’ora della difesa comune europea. Sono degasperiano nel cuore e negli studi: nel 1954 è morto con nel cuore il dolore per non essere riuscito a ottenerla. Dobbiamo farla spiegando a Trump che la Nato è utile ma non più sufficiente. Quando fu concepita l’Alleanza Atlantica guardava a est, l’esercito europeo deve pensare soprattutto a Sud. La guardia di frontiera Ue è un passo avanti ma piccolo rispetto alle nostre esigenze”. Una difesa comune che, se anche dovesse incontrare il rifiuto di alcuni Stati membri, dovrà andare avanti: “Perché nell’euro o in Schengen ci stanno tutti? Vuol dire che l’Europa dei tanti cerchi concentrici avrà un altro cerchio. Inoltre sui timori per la presidenza di Trump il ministro commenta: “Ho davanti agli occhi l’Unità del 6 novembre 1980. Titolo: ‘Inquietudine nel mondo per l’elezione di Reagan’. Vedo troppi pregiudizi e pochi giudizi, soprattutto a sinistra. Il rapporto transatlantico è imprescindibile”.
(red)