La Giornata della Memoria non ci impone “soltanto di ricordare, doverosamente, le tante vittime innocenti di una stagione lugubre e nefasta”, ma impegna a “contrastare, oggi, ogni seme e ogni accenno di derive che ne provochino l’oblio o addirittura ne facciano temere la ripetizione”. E’ il monito del Capo dello Stato, Sergio Mattarella, che a 72 anni dall’ingresso dei soldati russi nel campo di concentramento di Auschwitz, sottolinea l’importanza di ricordare, “anche se ci provoca tuttora orrore e dolore”, e di combattere il “germe dell’intolleranza, della discriminazione e della violenza: dal negazionismo, alla xenofobia, all’antisionismo, a razzismi vecchi e nuovi, al suprematismo, al nazionalismo esasperato, al fanatismo religioso”. Doveroso il riferimento alle persone uccise ad Auschwitz: “Ebrei, innanzitutto, ma anche dissidenti politici, zingari – come si diceva -, omosessuali, disabili mentali, prigionieri di guerra, testimoni di Geova e altre categorie perseguitate dal regime hitleriano. I pochi sopravvissuti di quel campo – sottolinea Mattarella – non erano in condizione di vivere con gioia il giorno della liberazione. L’orrore, i patimenti fisici e morali, la paura, la fame, erano stati troppo grandi”. Un pensiero va anche ai “reduci dei campi di sterminio che ancora oggi ci raccontano e ci tramandano l’indicibile sofferenza patita. Le loro storie e le loro parole ci colpiscono e ci chiamano, in maniera esigente, all’impegno e alla vigilanza” ha continuato il Capo dello Stato.
L’IMPORTANZA DI RICORDARE – Nel Giorno della Memoria “ricordiamo anche i 650.000 militari italiani deportati nei campi tedeschi, perché dopo l’8 settembre si rifiutarono di servire Hitler. E’ una pagina di storia, colma di sofferenza e di coraggio – la definisce il presidente della Repubblica -, che è parte integrante della Resistenza italiana e che non sempre è adeguatamente conosciuta”. Papa Francesco ha voluto ribadire la sua vicinanza al popolo ebraico e ha affermato che “l’Olocausto è il memoriale dell’umana crudeltà”. Il Pontefice ha incontrato in udienza privata il presidente dell’European Jewish Congress, Viatcheslav Moshe Kantor, accompagnato da Alessandro Ruben, consigliere speciale dell’European Jewish Congress. Kantor ha sottolineato l’importanza di combattere l’antisemitismo e di contrastare ogni forma di radicalismo, investendo nella educazione delle nuove generazioni. Il presidente del Senato Pietro Grasso, in un post su Facebook, definisce la shoah “un’atrocità difficile anche solo da immaginare che ha umiliato l’umanità nella sua intimità e lasciato segni indelebili di dolore e sofferenza. Non dobbiamo dimenticare. Mai”. “Non dimenticare l’Olocausto” è anche il monito del premier Paolo Gentiloni: “Ricordare le terribili lezioni del ‘900, alimentare le ragioni della nostra libertà”, ha scritto su Twitter. (Red – 27 gen)