Duecento milioni di euro per controllare le frontiere esterne ed evitare le partenze dei migranti. E’ l’obiettivo principale del “Fondo per l’Africa”, nato per contrastare l’immigrazione irregolare. Il ministro degli Esteri, Angelino Alfano, illustra i contenuti in una conferenza stampa alla Farnesina e ne delinea gli obiettivi: “Lo scopo del decreto è riuscire a lavorare con i Paesi da cui partono i migranti e far diminuire le partenze”. Le iniziative di collaborazione “non le stabiliamo noi – ha spiegato Alfano – ma saranno coordinate con i Paesi beneficiari di questi fondi che firmeranno un accordo con noi: loro ci dicono di cosa hanno bisogno per diminuire le partenze e noi finanziamo quello che loro ci chiedono”. Alla base c’è un ‘do ut des’: “Noi diamo una mano nel finanziare sviluppo e attività di controllo – ha detto Alfano – ma chiediamo una mano per diminuire le partenze”. A questi Paesi “chiediamo una grande lealtà, che è la lealtà che si deve all’Italia che salva vite umane e mette i soldi sul tavolo”, ha proseguito il ministro degli Esteri sottolineando che il lavoro dell’Italia, tramite la Farnesina, sarà quello di “orientare il flusso dei finanziamenti su questo obiettivo”.
FARE SQUADRA – Iniziative di collaborazione che potranno quindi essere realizzate dal ministero degli Esteri ma “sappiamo che non esiste una soluzione tutta italiana a questo genere di problemi, non esiste uno schiocco di dita con il quale si risolve il problema”, ha detto Alfano puntando quindi i riflettori sulla necessità di “fare squadra con l’Unione europea e le Agenzie delle Nazioni Unite”. L’obiettivo pratico del Fondo per l’Africa è fornire “equipaggiamento, strumenti tecnici e programmi di formazione alle forze sicurezza di questi paesi finalizzato al rafforzamento della frontiera esterna”. Alfano lo definisce “un nuovo passato in avanti, in un’altra direzione” e cioè quella di “fondi stanziati ufficialmente, per legge, al fine di rafforzare la frontiera esterna”.
PIU’ FONDI PER LA COOPERAZIONE – Non solo: i fondi non verranno sottratti a quelli già previsti per la Cooperazione, ma “si aggiungeranno ai 430 milioni” già previsti, ha assicurato il ministro. “Il fatto che stiamo finalizzando questi 200 milioni al Fondo Africa – ha sottolineato Alfano – non toglie ma raddoppia. Continuiamo a chiedere un incremento dei fondi e in più utilizziamo questi 200 milioni”. Per controllare il flusso delle risorse, inoltre, i soggetti attuatori riferiranno ogni tre mesi alla Direzione generale per gli italiani all’estero: “Il monitoraggio sarà costante”, ha assicurato il capo della diplomazia italiana. Un’iniziativa tutta italiana, nella speranza che “cammini con quelle messe in campo dall’Unione europea”. “Intanto partiamo noi – ha chiosato Alfano -, non abbiamo sfiducia nell’Ue ma è una buona misura di cautela fare accordi bilaterali”. (Sip – 1 feb)