Bruxelles, 1 feb – “Si tratta di un accordo al ribasso perché si rischia di trasformare quella che doveva essere una bella promessa mantenuta dall’Unione europea in una beffa per i cittadini che beneficiano di tariffe domestiche basse e che ora potrebbero essere aumentate”: così dichiara David Borrelli, eurodeputato del Movimento 5 Stelle, in merito al compromesso raggiunto tra Parlamento, Consiglio e Commissione sui prezzi all’ingrosso che gli operatori applicano per i servizi di roaming. “La tariffa all’ingrosso per 1 gigabyte di traffico telefonico sarà di 7,7 euro nel 2017 e poi scenderà gradualmente negli anni successivi: a causa delle elevate tariffe massime all’ingrosso i piccoli operatori difficilmente riusciranno a sostenere i costi per garantire il roaming zero a chi viaggia. Anche grazie al Movimento 5 Stelle la Commissione Industria, Ricerca ed Energia aveva di fatto dimezzato le tariffe all’ingrosso rispetto alla proposta della Commissione europea per il traffico dati. Da 8,5 euro per gigabyte a 4 euro nel 2017, a scendere fino a 1 euro nel 2021. Invece, nel corso dei negoziati, il Consiglio (e quindi i Governi dei singoli Stati membri) ha spinto fino a rialzare la tariffa massima all’ingrosso per il traffico dati a 7,7 euro per gigabyte nel giugno 2017, per scendere a 6 euro nel 2018 e poi a 4,5 euro nel 2019 e così via fino a 2,5 euro nel 2022”, aggiunge David Borrelli, titolare della Commissione Industria, Ricerca ed Energia del Parlamento europeo.
(red)