Roma, 2 feb – “Mi pare che Paolo Gentiloni abbia capito meglio di altri che tipo di linguaggio usare a Bruxelles. Sta cercando di trovare una soluzione, senza rinunciare alle richieste italiane. Penso che i suoi toni pacati, ma fermi nella sostanza, in Europa porteranno più risultati”. Così, al Corriere della Sera, Antonio Tajani, nella sua prima intervista da quando è stato eletto presidente del Parlamento europeo. Tajani, che questa sera partecipa alla cena d’apertura del Consiglio europeo a Malta, rifiuta la contrapposizione tra austerità e flessibilità, sostenendo che “quello tra risanamento e crescita non è un matrimonio impossibile, a condizione di lavorare sulla qualità della spesa”. E sul rischio per l’Italia di una procedura d’infrazione se non riduce dello 0,2% il deficit, sostiene che “in una famiglia le regole vanno rispettate. Certo che bisogna risanare i conti pubblici e questo è vero sia in Italia che in altri Paesi. Ma flessibilità e crescita non devono essere una scusa per non farlo. La questione non va drammatizzata, occorrono impegni seri. Che l’Italia abbia bisogno di riforme è un fatto. Il terremoto è una grave emergenza, 800 scosse in 12 ore sono un evento straordinario, ma non c’entra nulla con le riforme che riguardano qualsiasi governo: giustizia, fisco, pubblica amministrazione. Non si può più tirare a campare, perché questo indebolisce sia noi che tutta l’Europa”.