(7 febbraio 2017) “Quando cominci a scrivere una storia non sai come andrà a finire. Hai un’idea vaga del canovaccio, del messaggio che vuoi dare ma niente di certo. Mano a mano, poi, vengono fuori i personaggi, si muovono, crescono e animano le tue giornate. A volte ti fermi, ti sembra tutto inutile. Ti fai abbattere dalla difficoltà dell’arabo. L’arabo è un drago famelico a volte! Allora lo metti via. Cominci a creare qualcos’altro. Fai una foto lì, un disegno più in là. Così passano gli anni e il tuo eroe ti chiama dal buio di un cassetto. Timidamente lo riprendi e lo coccoli. Lui lo apprezza e ti conclude la storia. È successo con Momo. Vive con me da anni e quest’anno ha deciso di venir fuori. Ad un certo punto l’ho lasciato andare e l’ho ritrovato in braccio a persone che non mi aspettavo che sarebbero venute lì”. Carmine Cartolano affida a Facebook le emozioni vissute sabato alla Fiera Internazionale del Libro del Cairo dove ha presentato il suo nuovo libro “Momo” che ha scritto in arabo. Scrittore, artista, traduttore, insegnante di italiano originario di Buonabitacolo, comune in provincia di Salerno, Cartolano vive dal 1999 nelle capitale egiziana dove ha già dato alle stampe il libro “Masriyyano” (Dar al-‘Ayn, 2012). “La scrittura araba – spiega – è un tutt’uno con la linea del cuore. Le lettere nascono da quelle che le precedono come se fossero loro figli. L’arabo è la lingua del cuore. E tutti quei puntini sono le gocce di sangue del parto”. A proposito della fiera al Cairo lo scrittore, che ha studiato l’arabo e il persiano all’ Orientale di Napoli, aggiunge: “È stato bellissimo… l’amore dei miei studenti, dei miei amici, dei miei colleghi, delle persone che non conoscevo e che ho conosciuto. Quanto calore e quanto affetto! Non so che dire….non so esprimere la mia gratitudine nei confronti di chi da vicino e da lontano era lì con me Grazie. Grazie di cuore”. (red)