Firenze, 8 feb – Il cuore e la fantasia toscani fanno scuola: quelli che hanno permesso di accogliere più di dodicimila richiedenti asilo, alloggiarli in quasi ottocento strutture diffuse su tutto il territorio, quindici ospiti in media per ciascuna, e poi inventarsi modi diversi per coinvolgerli nella vita dei paesi dove vivono, le istituzioni assieme alle associazioni di volontariato e le fondazioni, le scuole e le università, le parrocchie e i consorzi di bonifica. “E’ la Toscana che ha il suo taglio peculiare nel tendere a rigenerarsi con la partecipazione e l’intervento di tutti” riassume l’assessore all’immigrazione della Toscana, Vittorio Bugli. Davanti a lui cinque parlamentari del Bundestag tedesco a prendere nota, di partiti diversi, venuti a Firenze proprio per studiare da vicino questo modello. “Perché noi – ha spiegato il capo delegazione Gero Storjohann (Cdu-Csu) – abbiamo situazioni in fondo simili: con centri di accoglienza dai numeri voluminosi e la necessità, dopo quattro o cinque mesi, di distribuire i richiedenti asilo sul territorio. Una sfida non semplice”. L’incontro si è svolto ieri a villa Camerata a Firenze, ostello della gioventù dove da un anno e mezzo, assieme a studenti e giovani turisti, sono ospiti novantasei rifugiati: viaggiatori gli uni e gli altri, quelli che arrivano dal mondo fortunato e quelli invece che scappano per salvare la vita o provare ad inseguirne una migliore. All’ostello ieri sono stati presentati alcuni dei progetti che vedono protagonisti Aics, Associazione italiana cultura sport, e Aig, Associazione italiana alberghi della gioventù. Sono loro che hanno organizzato l’iniziativa ed accolto la delegazione tedesca.