La seconda puntata del Festival di Sanremo, con la sfida dei restanti undici “big” riservato molte più sorprese dal punto di vista musicale. La prima a dare il via alle innovazioni della serata è Bianca Atzei, sia per la struttura musicale varia, sia per le variazioni di dinamiche e intensità del suo brano “Ora esisti solo tu”. Sono presenti anche dei sapori mediterranei dati dal mandolino. La performance è eccellente e la sua voce potente dal timbro caldo e leggermente sporca costituisce un marchio di fabbrica inconfondibile. Non è altrettanto originale il testo, che racconta il momento in cui, appena finita una storia d’amore, ci si butta a capofitto – e anche un po’ ingenuamente – in una nuova relazione. Con grande sorpresa viene rimandata dal pubblico. A rischio anche Nesli e Alice Paba: la loro prova è stata poco convincente. La musica scontata e la melodia vocale molto ripetitiva non hanno giovato di certo.
MASINI, SYLVESTRE, TURCI Segue Marco Masini con una canzone autobiografica: una riflessione sulle casualità che incrociano i nostri destini, su uno sfondo musicale non particolarmente memorabile e a tratti con un sound elettronico. È riconoscibilissimo il suo timbro schiacciato in una esibizione precisa a coprire tutta la sua estensione vocale. Lascia senza fiato invece la voce straordinaria di Sergio Sylvestre, calda e suadente, con un’estensione incredibile. Nella bellissima interpretazione di “Con te” canta la fine di una storia d’amore irrisolta, lasciata in sospeso. Notevole anche l’arrangiamento che schiera un coro soul perfetto per le caratteristiche canore del cantante. La ritmica elettronica fa eco ai Coldplay. Ricalca molto più esplicitamente la band britannica l’inizio di “Fatti bella per te” eseguita da Paola Turci: la somiglianza con “Princess of China” è evidente. Il femminismo orientato alla cura della propria persona si accosta bene alla ritmica e alla musica accattivante. Buona l’esibizione ma poco interessante la melodia. Ottima performance anche per l’esordiente Michele Bravi. “È una preghiera d’amore”, dice il cantante, un auspicio che le storie d’amore non entrino mai nel “Diario degli errori”. Il suo è un timbro vocale davvero particolare, più simile ad una voce femminile molto calda piuttosto che ad una maschile. La prova sostenuta da Gigi D’Alessio dimostra la padronanza del cantante dei propri strumenti: voce molto estesa e intonata, ingegno compositivo. Le successioni di accordi e tonalità inusuali per Sanremo fanno spiccare “La prima stella”, canzone dedicata alla mamma scomparsa tanti anni fa. È straordinaria la sua esecuzione.
ZARRILLO E CHIARA All’insegna della malinconia Michele Zarrillo e Chiara cantano due melodie dinamiche e molto ben costruite. La struttura di “Mani nelle mani” si differenzia dalle altre per gli accordi sospesi molto evocativi. Sul finale si cimenta in disegni melodici arabeggianti notevoli. Chiara invece affronta la tematica della lontananza da casa, dalle persone e dai luoghi che si amano. La dolcezza di “Nessun posto è casa mia” è sottolineata dall’introduzione – quasi narrata più che cantata – e dal ritornello cantato senza parole.
SORPRESA GABBANI Nota alla simpatia Francesco Gabbani con l’ironica e anti-convenzionale “Occidental’s Karma”, nella quale denuncia – con musica leggera e divertente – la mania occidentale di “sfamarsi” della cultura orientale. Ultimi tra i big a chiudere la serata Raige e Giulia Luzi che puntano all’originalità mescolando insieme pop e rap. “Togliamoci la voglia” è un inedito romantico e spensierato accompagnato da un sound aggressivo composto di ritmiche scarne con chitarre prepotentemente blues. Nonostante ciò vengono respinti dal pubblico. (9 Feb – Red)