Roma, 13 feb – “È più facile che avvenga un attacco degli hacker che un bombardamento militare. E noi siamo esposti. Ci si fida troppo”. Lo sostiene il presidente della commissione Esteri della Camera, Fabrizio Cicchitto, in una intervista a Il Mattin. E sulla notizia della multinazionale russa che avrebbe gestito la sicurezza della Farnesina afferma: “Voglio sperare che non sia esatta. Tuttavia siamo esposti. Vittime di attacchi hacker quotidiani. Si può parlare di ordinaria amministrazione”, l’Italia “finora si è fidata troppo. Non guarda con attenzione alle mosse di Putin, debole sul fronte economico ma forte sul piano diplomatico militare come sta ampiamente dimostrando. Questo episodio serva di lezione”. Secondo Cicchitto “sicuramente va pensata una nuova dimensione di cybersecurity. Un punto sul quale noi siamo molto indietro. Come aveva evidenziato l’ex premier Renzi”. Inoltre sottolinea: “Il Putin di oggi non è quello che a Pratica di Mare, invitato da Berlusconi, arrivò con il cappello in mano. Un Putin che voleva rientrare nel gioco internazionale. Un leader allora debole, oggi completamente diverso. In Europa solo dei ciechi non possono non vedere che sta cercando di stabilire contatti con la Lega, con la Le Pen e con lo stesso M5S per destabilizzare l’Europa. È indispensabile sapere con chi si ha a che fare e come è cambiato il quadro. Lo stesso Trump e i democratici sono stati oggetto di attenzione particolare. Tutte le azioni di insicurezza e di controspionaggio non possono prescindere da una analisi geopolitica precisa. In questo campo non si può seguire una strada senza avere una base solida e un retroterra di analisi, altrimenti si è esposti. E noi lo siamo”.