La pace è donna. Perché “la pace è un processo e un’ attitudine, e dove vi è impegno e forte presenza delle donne, raggiungere obiettivi di pace diviene più agevole”. Lo dice il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel corso della cerimonia del Quirinale sulla festa della donna, oggi dedicata al tema “donne per la pace”. Molte le ospiti ricevute al Colle, in particolare appunto donne in divisa impegnate nei teatri di guerra in giro per il mondo, impegnante soprattutto a portare avanti i processi di pace. Secondo Mattarella “il silenzio delle armi è la condizione indispensabile di partenza, ma la pace è un processo che arriva a compimento soltanto se si alimenta di istruzione, cultura, integrazione, vicendevole disponibilità, promozione dei diritti, pari opportunità, comprensione e rispetto tra popoli, culture e religioni”. E in questo senso, anche secondo i dati dell’International Peace Institute di New York “la partecipazione delle donne ai tavoli delle trattative per concludere accordi di pace ha comportato effetti ampiamente positivi, sia sul piano della buona conclusione del processo stesso sia sulla sua solidità nel tempo”.
L’APPELLO AGLI UOMINI Secondo il presidente della Repubblica quella femminile è in assoluto “una voce autorevole e credibile, che non ha bisogno di alzare i toni, anche se alzarli, in alcuni casi, diventa l’unico modo per farsi sentire. Piuttosto, ha bisogno di prendere maggiore consapevolezza della sua energia, della sua vitalità, della sua forza creativa”. Ma nel giorno della festa della donna, l’appello vero va agli uomini, i quali “devono sapersi mettere in discussione, rinunciare a ogni forma di riserva mentale. E soprattutto dobbiamo fornire un appoggio reale e incondizionato, nella lotta alle diseguaglianze, ai pregiudizi, alle discriminazioni e, a maggior ragione, quando si manifestano sopraffazione e violenza”.
(8 mar – Sis)