“Per me rappresenta un momento importante, un album che unisce il passato, il presente e il futuro nel nome della pace e della musica”. Così Paolo Vallesi parla del suo nuovo disco dal titolo “Un filo senza fine”, uscito in tutti gli store e i negozi di dischi subito dopo Sanremo, il 12 febbraio, e che contiene “Pace”, il duetto con Amara che ha presentato in anteprima proprio sul palco dell’Ariston nella serata finale del festival.
IL SINGOLO “PACE” “‘Pace’ è per me un piccolo capolavoro. Nel cantarla ho provato una sensazione lontana dai ‘miei’ Sanremo, quando salivo sul palco per affrontare una gara, da partecipante. Questa volta ero ospite e la mia era un’adrenalina costruttiva, non ero emozionato ma gasato per quello che stavo facendo. Se mi è piaciuto quest’anno? Certo che sì. Approvo il podio anche se avrei cambiato l’ordine dei tre finalisti. Il primo posto l’avrei dato a Fiorella” dice Vallesi che parla di “Che sia Benedetta” come di una grande poesia che ha avuto il privilegio, in anteprima, di ascoltare da Amara nel giugno scorso. “Ho capito subito che quella canzone sarebbe arrivata lontano. È stata scritta da Amara (che mi aveva colpito già nell’edizione 2015 del Festival) con cui sono felice di aver lavorato e con cui oggi c’è una bella amicizia. In fondo anche se ‘Che sia benedetta’ non ha vinto è una di quelle canzoni che resterà negli anni”. E il cantante toscano sa bene cosa vuol dire cantare una canzone “che resta”: i suoi più grandi successi, oggi, a più di 20 anni di distanza, sono più apprezzati che mai. E li troviamo “in una versione completamente diversa e sorprendente” nel suo nuovo disco che Vallesi definisce “necessario”, visto che “era diverso tempo che non pubblicavo un album in forma fisica” e che lo scorso anno è uscito un EP. Questo nuovo lavoro, infatti, arriva dopo anni di singoli, raccolte, colonne sonore, live e tanta, tanta, scrittura.
I MIEI SILENZI Nell’album troviamo “I miei silenzi”, il brano più intimo e complesso – spiega Vallesi -, perché è legato a persone a lui vicine e care: “E’ un brano scritto esclusivamente da me e proprio per questo riflette la mia persona ed il mio stato d’animo. Ci sono canzoni che nascono in solitudine, nella propria stanza: quando senti la voglia di dire qualcosa di tuo. A volte i silenzi sono più espressivi delle parole, comunicano di più”.
L’ALBUM “Un filo senza fine – aggiunge Vallesi, che presto vedremo in concerto con Amara – presenta cose nuove: ci sono cinque brani inediti oltre tre mie brani storici riarrangiati con un’orchestra sinfonica e una cover di ‘Una Notte In Italia’ di Ivano Fossati: un brano che da ragazzo ho amato tantissimo. E’ un omaggio – precisa – che faccio a un grande artista, lui scrive parole che ti fanno sognare e viaggiare ovunque”. I brani storici, invece, sono “La forza della vita” (“a 25 anni di distanza dall’uscita, abbiamo concepito un modo diverso ed orchestrale per riproporla, ed a così tanto tempo di distanza, la stessa emozione nel ricantarlo”), “Le Persone inutili” (symphonic version) (“il mio primo brano, che vinse il Festival di Sanremo tra le ‘Nuove Proposte’, completamente riarrangiato per orchestra sinfonica”) e infine “Grande” (world version), (“All’epoca fu un grande successo in Spagna ed America latina grazie anche al duetto con Alejandro Sanz. Adesso da quelle terre ne riprende il sapore per questa nuova versione”).
I BRANI STORICI E a proposito dei suoi grandi successi Vallesi racconta: “Ho trovato la forza e il coraggio di rifare queste canzoni perché insieme al produttore abbiamo avuto l’idea di realizzare i brani con un’orchestra di 74 elementi. Era la prima volta che cantavo con un’orchestra: è stata un’emozione particolare. Ho ricantato brani che ormai conosco ‘troppo’, che canto da anni: ho dato loro un sapore diverso anche se l’emozione che danno rimane la stessa. È come se dopo 25 anni avessi voluto fare un regalo a queste canzoni. Sono cambiate, sono come diventate canzoni nuove. Anche io dopo 25 anni sono cambiato. Anche la mia voce è cambiata. In meglio per fortuna”. (8 mar – Gil)