Palermo, 10 mar – Domani e domenica si celebra l’anniversario dell’omicidio del poliziotto italo-americano Joe Petrosino, ucciso la sera del 12 marzo 1909 in piazza Marina, a Palermo. L’Ersu di Palermo, l’Associazione “Joe Petrosino Sicilia”, il Comune di Palermo, il Museo Antonio Pasqualino, il Teatro Biondo e iostudionews.it hanno organizzato il Joe Petrosino Celebration 2017: giornata commemorativa nei luoghi che videro ospite Petrosino durante il suo soggiorno nel capoluogo siciliano, 108 anni fa, presso l’Hotel de France (oggi “Casa del Goliardo” gestita dall’Ersu come foresteria e casa dello studente). Si comincia domani sera, al Teatro del Museo delle Marionette, con la rappresentazione teatrale “Et in Arcadia ego, uno studio sul caso Petrosino” di Rinaldo Clementi, con la compagnia Leva Teatrale dell’Ersu e si prosegue domenica mattina con la deposizione di una corona commemorativa sul luogo del delitto in piazza Marina, alla presenza del sindaco Leoluca Orlando, con la presentazione dell’associazione “Joe Petrosino Sicilia” e del libro “Joe Petrosino l’incorruttibile”, alla presenza dell’autore e pronipote del poliziotto, Nino Melito Petrosino. Alle 12 si visiterà la stanza occupata da Joe Petrosino presso l’Hotel de France. Il capo della polizia di New York, assessore Theodore Bingham, per arginare l’afflusso negli Stati Uniti di malavitosi italiani, nel 1906 dette nuovo impulso al corpo speciale di polizia affidandone il comando al detective italo-americano Joseph Petrosino. Joe Petrosino, nel febbraio 1909, fu inviato in missione in Italia; il programma prevedeva una permanenza in Italia di circa sei mesi; ma dopo alcune settimane venne ucciso – la sera del 12 marzo 1909 – con quattro colpi di rivoltella. Il libro “L’omicidio di Joe Petrosino, misteri e rivelazioni” di Anna Maria Corradini racconta quali percorsi, dopo l’omicidio del detective americano, presero le indagini e le loro conclusioni. Attraverso le investigazioni, le deposizioni e le messe a confronto, non sempre brillantissime, dei dati ottenuti, i magistrati chiusero il cerchio attorno ad un certo numero di personaggi legati alla Mano Nera di New York e alla mafia siciliana. Ci fu un processo, ma i presunti colpevoli furono tutti assolti o, se condannati, condannati a pene lievissime.
(PO / red)