Roma, 13 mar – Biocell Center, centro di ricerca con sede a Busto Arsizio e biobanche in Svizzera e Stati Uniti ha annunciato, prima al mondo, di aver dato vita a un servizio che consente adi conservare la membrana amniotica – ricchissima di fattori di crescita, vero scopo del servizio – utilizzata da anni per varie applicazioni come la cura dello strato corneo lesionato da agenti chimico-fisici, la cura di lesioni cutanee e di ustioni (anche di terzo grado), o anche come aiuto in altri campi della chirurgia per evitare aderenze post chirurgiche. Da oggi sarà quindi possibile crioconservare la membrana amniotica di ogni bambino che nasce, sia per uso proprio (autologo) sia eventualmente per donarlo ad altri. Le membrane amniotiche verranno conservate presso le bio-banche di Biocell Center a Lugano e Boston, in vapori di azoto liquido a -196°C per un periodo variabile da 10 a 40 anni. Il servizio verrà erogato a enti, cliniche, ospedali, centri di ricerca o singole partorienti. “Scopo delle nostre ricerche – spiega Massimiliano Manganini, direttore dei Biocell Center – è sempre stato quello di approfondire le caratteristiche delle cellule staminali mesenchimali che congeliamo una volta estratte dalla placenta, ed i risultati dimostrano che si tratta di cellule che hanno grande interesse medico e scientifico. Siamo convinti che tra non molto tempo queste cellule troveranno impiego in molte terapie cellulari e di medicina rigenerativa. Oggi la membrana amniotica, con le sue straordinarie caratteristiche, arricchisce la gamma delle possibilità a disposizione di medici e ricercatori”. Con questo nuovo servizio Biocell Center, spin off di un altro centro lombardo, il laboratorio Toma, aggiunge questo primato ad altri traguardi, come l’aver aperto la prima criobanca al mondo per la conservazione del liquido amniotico (Boston) e la prima per i villi coriali e la placenta (Lugano), sempre con riferimento alle ricerche e agli studi sulle cellule prenatali.
(PO / red)