Pescara, 24 mar – Padre Alfredo Maria Paladini, il frate che ha abbandonato la vita lussuosa da manager per diventare frate cappellano in carcere; l’Associazione Casa del Cuore-Amici del Congo che dal villaggio poverissimo di Kingouè ha donato 238 euro per le popolazioni terremotate e la famiglia di Franco e Graziella Di Biase, che ha accolto in casa e curato un giovane migrante stroncato da un linfoma. Anche quest’anno si rinnova l’appuntamento con il “Sì all’Uomo” del Premio Nazionale “Domenico Allegrino”. Quella di domani sarà l’XI edizione dell’evento, ideato e realizzato dal 2007, in occasione della ricorrenza della scomparsa di Domenico Allegrino (29 marzo 1999), dall’Associazione a lui intitolata. La manifestazione si terrà alle ore 9.30 all’Auditorium “Petruzzi” di Pescara. Il Premio racconterà quest’anno le storie padre Alfredo Maria Paladini, dei componenti dell’associazione Casa del Cuore-Amici del Congo, e della famiglia pescarese di Franco e Graziella Di Biase. Padre Alfredo Maria Paladini ha detto “Sì all’Uomo” abbandonando al vita lussuosa e diventando frate cappellano del carcere di Pistoia. Sara Peppucci e Clarissa Ciliani rappresenteranno la “Casa del Cuore- Amici del Congo”, associazione umbra che ha raccolto, in villaggi poverissimi, 238 euro a favore delle popolazioni terremotate. I pescaresi Franco e Graziella Di Biase e i figli Francesco, Federica e Luca, hanno accolto in casa un migrante di 19 anni, stroncato da linfoma molto aggressivo.
(PO / red)