“Cala la disoccupazione, anche tra i giovani. L’impegno per le riforme ottiene risultati. E continua” scrive su Twitter il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. “La rilevazione mensile Istat del mercato del lavoro certifica chiaramente il fallimento delle politiche Renzi-Poletti” sostiene invece il capogruppo alla Camera di Forza Italia, Renato Brunetta. Sui dati provvisori relativi al mese di febbraio diffusi dall’Istituto nazionale di statistica le interpretazioni, come di consueto, non convergono. Partendo dai primi, l’Istat certifica a febbraio un calo del tasso di disoccupazione, che scende all’11,5% (-0,3 punti percentuali rispetto a gennaio, -0,2% rispetto a febbraio 2016), mentre quello giovanile diminuisce di 1,7 punti a livello mensile, attestandosi al 35,2% (-3,6% la variazione tendenziale). Per quanto riguarda i giovani, è il dato più basso da agosto 2012. “A febbraio 2017 – sottolinea l’Istat – la stima degli occupati è stabile rispetto a gennaio, mantenendosi su livelli prossimi a quelli dei quattro mesi precedenti. Nell’ultimo mese cresce il numero di donne occupate e cala quello degli uomini. L’occupazione aumenta tra gli ultracinquantenni e diminuisce nelle restanti classi di età. Sale il numero di lavoratori a termine, mentre calano i lavoratori a tempo indeterminato e restano stabili gli indipendenti. Il tasso di occupazione è stabile al 57,5%”. Nel periodo dicembre-febbraio si registra una lieve crescita degli occupati rispetto al trimestre precedente (+0,1%, pari a +14 mila), determinata dall’aumento dei dipendenti a termine. L’aumento riguarda le donne ed è particolarmente accentuato tra gli ultracinquantenni. La stima delle persone in cerca di occupazione a febbraio registra un forte calo su base mensile (-2,7%, pari a -83 mila). Il calo interessa uomini e donne ed è più accentuato tra i 15-24enni e gli over 50. La stima degli inattivi tra i 15 e i 64 anni nell’ultimo mese è invece in crescita (+0,4%, pari a +51 mila). L’aumento si concentra tra gli uomini, mentre calano leggermente le donne e coinvolge tutte le classi di età ad eccezione degli ultracinquantenni. Il tasso di inattività è pari al 34,8%, in aumento di 0,1 punti percentuali su gennaio. Nel periodo dicembre-febbraio alla lieve crescita di occupati si accompagna un deciso calo dei disoccupati (-2%, pari a -61 mila) e un aumento degli inattivi (+0,2%, pari a +27 mila). Su base annua, a febbraio si conferma la tendenza all’aumento del numero di occupati (+1,3%, pari a +294 mila). La crescita riguarda sia i lavoratori dipendenti (+280 mila, di cui +178 mila a termine e +102 mila permanenti) sia in misura più contenuta gli indipendenti (+14 mila). Aumenta il numero di occupati per entrambe le componenti di genere; la crescita è particolarmente accentuata tra gli ultracinquantenni (+402 mila) e in misura più contenuta tra i giovani 15-24enni (+15 mila). Nello stesso periodo calano sia i disoccupati (-0,6%, pari a -18 mila) sia gli inattivi (-2,7%, pari a -380 mila).
COMMENTI. “I dati di oggi delineano un quadro del mercato del lavoro complessivamente stabile su base congiunturale e in crescita su base annua” commenta il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, che sottolinea: “Complessivamente, da febbraio 2014 cresce di 716mila unità il numero degli occupati, 478mila dei quali sono lavoratori stabili. Positiva anche la dinamica relativa ai disoccupati, che diminuiscono complessivamente di 290mila unità, con un calo di 8,1 punti percentuali del tasso di disoccupazione giovanile”. Ma non tutte le valutazioni sono di segno positivo: secondo Brunetta “si è sostanzialmente fermata – come anche segnalato dai dati Inps delle scorse settimane – la creazione di occupazione (solo 8mila nell’ultimo mese), meno persone si offrono sul mercato del lavoro (ed ecco perché diminuisce il tasso di disoccupazione, per cui vi è poco da fare trionfalismo) e crescono nuovamente gli inattivi”. Confcommercio, infine, sottolinea che “i dati provvisori sull’andamento del mercato del lavoro confermano il permanere di una situazione connotata da scarsa vivacità, evoluzione perfettamente in linea con un quadro congiunturale poco dinamico”. (Roc – 3 apr)