Dai circoli del Partito democratico sembra arrivare un messaggio abbastanza chiaro: la maggioranza del partito, forse a maggior ragione dopo la scissione, è ancora con Matto Renzi, la cui mozione veleggia con il 68% delle preferenze davanti a quella di Andrea Orlando e Michele Emiliano. Risultati che fanno dire al segretario in carica che “alla fine del primo round abbiamo ottenuto oltre i due terzi dei voti. Aspettiamo i dati ufficiali per dire la percentuale esatta ma la matematica non è un’opinione. Domenica a Roma i risultati saranno proclamati e in quella sede lanceremo lo sprint per arrivare alle primarie di domenica 30 aprile. Senza attaccare i nostri avversari interni perché noi non parliamo male degli altri: noi raccontiamo che idee abbiamo per il PD e per l’Italia”. Eppure qualcuno dice che in qualche caso ci sono stati dei problemi e delle incongruenze: “sono il primo a dire che dove ci sono problemi riconosciuti (ammesso che ci siano) è giusto che si intervenga con decisione invalidando il voto. Noi siamo i primi ad avere interesse che tutto sia trasparente: perché una vittoria così larga e così bella non sia sporcata dalle polemiche del giorno dopo. Allo stesso tempo chiediamo a tutti di riconoscere la verità dei numeri che non possono essere oscurati da nessuna polemica. Quando si vince, si vince. Quando si perde, si ammette. Punto”.
ORLANDO. D’altra parte anche Orlando, a questo punto il principale avversario di Renzi, sembra soddisfatto: “Tenete presente che la mia candidatura è arrivata nelle ultime ore utili, in un partito che ha perso circa un terzo degli iscritti, e quegli iscritti probabilmente sono persone che manifestavano una critica nei confronti della linea di Renzi, con il 90% del gruppo dirigente schierato con Renzi e con una partecipazione che non è stata eccezionale, visto che Renzi in queste primarie prende esattamente gli stessi voti che aveva preso l’ altra volta. La mia candidatura per il 30 aprile è competitiva, ora si riapre un’altra partita, per il nostro statuto la partita vera sarà quella delle primarie aperte che si svolgeranno il 30 aprile”. Emiliano per ora non parla, al suo posto lo fa Francesco Boccia, fedelissimo del governatore pugliese: “Nella narrazione renziana chi prende tanto è vincente e chi prende poco è perdente, per noi l’8% è un successo perché è fatto da persone che quando si sono iscritte al Pd non sapevano della candidatura di Emiliano. E quando Emiliano si è candidato hanno chiuso le iscrizioni. Abbiamo raggiunto l’ 8% degli iscritti non fatti da noi”. (Sis – 3 apr)