Roma, 4 apr – “Quello della Russia di Putin è un ritorno geopolitico. La Russia è rimasta lontana dal Medio Oriente per almeno due decenni. Vorrei sottolineare che l’Italia fu l’unico paese, fin dal primo anno della guerra siriana, quando ministro degli Esteri era Emma Bonino, che comprese la necessità di coinvolgere la Russia, a livello diplomatico. L’Italia aveva visto giusto. Fu un grave errore escludere la Russia. Poi la Russia, nel conflitto siriano, ci entrata a modo suo”. Lo afferma Mario Giro, viceministro agli Affari Esteri, in una intervista al Mattino. E aggiunge che “è stato un errore porre la cacciata di Assad come precondizione per l’avvio di trattative. Ora, non possiamo che essere soddisfatti per la tregua che è stata raggiunta in Siria con il negoziato di Astana, voluto dalla Russia. Ma mi lasci dire che è stato uno scandalo non lavorare prima per la pace. Bisognava farlo già 4 o 5 anni fa: si sarebbe evitato l’assedio di Aleppo. Mentre oggi tutte le città siriane, tranne in parte Damasco, sono distrutte. Quando c’è una guerra bisogna operare per tenerla bassa. Ripeto, questo non è stato fatto. Per errori e responsabilità di tutti”. Sottolinea poi che “l’Italia sta operando perché il dialogo tra Stati Uniti e Russia ci sia. Un’assenza di dialogo sulla Siria sarebbe nefasta. Così come è necessario un dialogo sulla Libia. Il ministro Alfano è stato a Mosca e poi a Washington, dove ha incontrato Tillerson, proprio nel segno di favorire dialogo e confronto”. Infine sull’Ucraina precisa: “C’è una situazione molto delicata e bisogna lavorare perché non si incancrenisca. È stato giusto fermare l’escalation, ma rimane una situazione di ‘guerra congelata’, che va chiusa. La guerra in Europa, in qualunque forma, non può essere tollerata”.
(red)