Roma, 18 apr – “Abbiamo informato nei precedenti comunicati che i giovani italiani i quali lavorano all’estero e non si iscrivono all’AIRE (mantenendo così la residenza fiscale in Italia) sono tenuti a presentare ogni anno la dichiarazione dei redditi in Italia (principio della World Wide Taxation stabilito dal TUIR e purtroppo paradossalmente consentito dalle convenzioni contro (sic!!!) le doppie imposizioni fiscali). Se così non fanno rischiano di essere assoggettati a doppia tassazione senza tuttavia, se omettono o ritardano la dichiarazione dei redditi, poter richiedere ed ottenere il credito di imposta. Ed abbiamo spiegato le cause di questo concreto pericolo dovute al perverso intreccio tra normativa nazionale ed internazionale (convenzionale). Con una interrogazione parlamentare e con altre iniziative che stiamo avviando abbiamo chiesto e chiederemo al Governo di ‘sanare’ o comunque di non penalizzare (sanzionare) i nostri connazionali che in questi anni non hanno adempiuto ai loro doveri fiscali – soprattutto perché ignari delle norme in vigore – e hanno omesso di dichiarare i redditi conseguiti all’estero”. Lo sottolineano in una nota i deputati del Pd eletti all’estero Marco Fedi e Fabio Porta che aggiungono: “Auspichiamo che il Governo trovi una soluzione rapida e soddisfacente”. (red)