Parigi, 19 apr – Le immagini, con la parola e la scrittura, sono il mezzo fondamentale per comunicare ma si avvalgono di un codice che solo in parte ha valore universale; tale codice, infatti, è basato anche su convenzioni determinate dalle circostanze e dalle caratteristiche ambientali del contesto cui sono riferite. L’eccezionalità implicita nelle nuove comunicazioni dallo spazio e nello spazio potrebbe presentare perciò problemi inediti ma anche occasioni inaspettate, non solo nella tecnica di realizzazione e trasmissione delle immagini ma anche per il diverso modo di concepirle e interpretarle; sia da parte di chi le invia che di chi le riceve. Trasmettere immagini vuol dire infatti mandare informazioni ma anche scambiare idee e pensieri, non escluse perciò le emozioni e le espressioni d’arte: con il relativo immenso ampliamento di orizzonti e di potenzialità comunicative che le innovazioni tecnologiche consentono. Di questo si discuterà a Parigi nell’incontro del prossimo 24 aprile presso la sede dell’Istituto Italiano di Cultura di Parigi. L’evento parte da una riflessione sul ruolo della rappresentazione e del disegno, della grafica e dell’immagine nell’arte e nella scienza, per arrivare alla comunicazione tramite i social network e affrontare il tema dell’opera d’arte collettiva. Al centro dell’incontro la presentazione della APP SPAC3, l’applicazione collegata alla missione spaziale VITA con l’astronauta italiano Paolo Nespoli. Saranno presenti, tra gli altri, il maestro Michelangelo Pistoletto, il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana Roberto Battiston e il capo di Gabinetto dell’European Spatial Agency Elena Grifoni Winters. (Gnk)