Roma, 20 apr – “Abbiamo girato insieme il video che ha lanciato il crowdfunding per ‘Un partigiano mi disse’, il suo nuovo progetto che ha avuto oltre 1340 sostenitori/donatori: Gabriele voleva incontrare siriani fuggiti in Turchia. Lui va zaino in spalla e chiacchiera, passa ore a parlare con le persone nella loro lingua senza mediatori, in maniera spontanea. Non va alla ricerca dello scoop, ma di quanto ci può fare riflettere. Abbiamo lavorato insieme quando i giornalisti potevano entrare nei Cie, Gabriele scriveva articoli e inchieste. Poi dal 2011 li hanno chiusi e abbiamo deciso di documentare quello che c’era intorno”. Lo afferma Alexandra D’Onofrio, compagna di Gabriele Del Grande, con cui ha due bimbi di 4 e 2 anni, in una intervista a Repubblica, nella quale parla del lavoro del giornalista al confine con la Siria: “Quando è andato in Siria la prima volta, nel 2011, ero in apprensione – afferma l’antropologa e regista -. Ma da quando abbiamo bambini, era poco interessato ad andare al fronte. Ed ora era lì al confine turco per ricostruire in un libro la memoria di quella guerra come sono nate le prima proteste, come è stata la fuga dalla Siria… Lui si fida di me, mi avrebbe detto la verità altrimenti. Non aveva alcuna intenzione di passare il confine con la Siria. Era lì vicino e aveva trovato storie importanti. Anche alla Farnesina mi hanno spiegato che i confini non sono ben segnalati, potrebbe avere sbagliato strada. Si tratterebbe di un reato amministrativo”. Cosa ha detto ai suoi figli? “Niente, sanno che la mamma è molto impegnata al telefono perché stiamo preparando una grande festa per il ritorno del papà. Uno ha 4 anni e mezzo, l’altro 2, sono piccoli, ma chiedono del padre e sentono la tensione”.
(PO / red)