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Napoli: “Imago Mundi” fa tappa in Campania

it@withub.it by it@withub.it
28 Aprile 2017
in Archivio speciali - Mostre, Pubblicazione
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 Fino all’8 maggio il museo Madre di Napoli ospita “Doni – Authors from Campania”, un’esplorazione della produzione artistica attuale in Campania attraverso le opere di 143 artisti, nell’ambito di Imago Mundi, il progetto non profit di arte contemporanea promosso da Luciano Benetton in cui artisti di tutto il mondo, affermati ed emergenti, si misurano con lo stesso supporto, una tela di 10×12 centimetri. Per la prima volta, il progetto, in progress (e che finora ha coinvolto 20.000 artisti da 120 Paesi, regioni e popoli, che diventeranno 26.000 entro la fine del 2017), dedica questo suo capitolo esclusivamente ad una singola regione, la Campania, in cui si sono avvicendati per millenni popoli e culture diversi, dai Greci agli Etruschi e ai Romani, dai Bizantini ai Longobardi e ai Normanni, fino a Francesi e Spagnoli, e oltre. Pittura, scultura, performance, video, installazione, fotografia: le molteplici forme espressive dell’arte contemporanea sono presenti e analizzate in questa collezione, che idealmente ruota attorno al concetto di “dono”: al dono delle singole opere da parte degli artisti fa da contraltare il dono dell’accoglienza nel caleidoscopio globale e democratico di Imago Mundi, in cui le opere si nutrono della loro bellezza e unicità e al contempo godono del riverbero del mosaico colorato, autentico e appassionato di cui fanno parte, nel rispetto dello spirito ideale del progetto complessivo.

 

MILANO: SUONO E LUCE CON AMALIA DEL PONTE

  “Onde lunghe e brevissime” è il titolo della mostra di Amalia Del Ponte con cui Milano rende omaggio agli oltre 50 anni di attività dell’artista. Due le sedi espositive: al Museo del Novecento, fino all’1 ottobre, si traccia un percorso storico-critico a partire dalla presenza in collezione di uno dei più importanti lavori dell’artista e allo Studio Museo Francesco Messina, fino al 28 maggio, si propone un’inedita installazione site specific. Due focus che hanno il comune obiettivo di tracciare un collegamento tra due fasi differenti e sinergiche del ricco percorso di Amalia Del Ponte: gli anni ’60 e ’70 e gli anni ’80 e ’90, evidenziando il carattere visionario e anticipatore della sua ricerca sulla luce e sul suono. Proprio a questa fa riferimento il titolo: onde lunghe e brevissime per disegnare il suono e la luce. L’esposizione al Museo del Novecento introduce il tema della luce attraverso la ricostruzione del percorso legato alle ricerche sul plexiglas. Esposta l’opera monumentale How do you feel? del 1971, donata al Museo del Novecento e presentata al pubblico per la prima volta. La mostra allo Studio Museo Francesco Messina è invece focalizzata sulla ricerca sul suono e sulle pietre sonore, condotta tra 1985 e il 1995 attraverso la realizzazione dei Litofoni, sottili lastre di pietra intonate al fine di essere suonate a percussione.

(PO / red)

PALERMO: L’UNIVERSO IN UN CUBO

Rivivere 13,8 miliardi di anni in 13,8 minuti? E’ quello che permette di fare l’installazione sonora “Expansion of the Universe Cube” del compositore austriaco Rudolf Wakolbinger che rappresenta acusticamente l’evoluzione dell’universo. L’opera, in mostra a Palermo, al Forum Austriaco, fino all’8 maggio, si presenta come una cascata di casse acustiche di forma cubica, oltre duecento cubi suonano una partitura musicale innovativa in cui sono comprese 1.036 voci. Wakolbinger ha rielaborato scansioni a microonde eseguite dalla Nasa sui processi di formazione delle galassie e sulla distribuzione della materia nell’universo ed “Illustris”, il progetto con cui un gruppo di scienziati del Mit, nel 2014, ha creato la simulazione computerizzata più dettagliata mai vista finora dell’evoluzione dell’universo, a partire da “appena” 12 milioni di anni dopo il Big Bang: 13 miliardi di storia del cosmo condensati in un video di un paio di minuti ed immagini ad altissima risoluzione, analizzando così una sorta di “cubo” di quasi 350 milioni di anni luce per lato. Rudolf Wakolbinger, 33 anni, inizia a comporre già in giovane età, trovando ispirazione in musicisti eterogenei come Frank Zappa, il gruppo di musica industriale Einsturzende Neubauten, o anche Johann Sebastian Bach e Anton Webern. Dall’inaugurazione nella chiesa barocca di St. Andra di Graz nel 2014, l’installazione sonora è stata presentata a Vienna in occasione del “Campus Festival” dell’Università di Vienna (2015) e a Linz durante il “Ars Electronica Festival” (2016), per poi giungere a Madrid, dove nell’ambito del Medialab Prado ne è stata addirittura costruita una copia. Prima che l’opera torni in Austria, dove rimarrà esposta presso il museo di storia naturale di Vienna, il Forum Austriaco di Cultura Roma la porta in Italia in due tappe, la prima che si è tenuta di a marzo a Firenze ed ora a Palermo.

(red)

 

MASSA: ISGRÒ E YOKO ONO DIALOGANO CON GOETHE

Le sale espositive di Palazzo Ducale a Massa  ospitano, fino al 21 maggio, la mostra collettiva “Urpflanze, La natura dell’idea”. Esposte 19 opere tra installazioni, dipinti, sculture e fotografie di altrettanti artisti e tra questi veri e propri pezzi da novanta dell’arte internazionale come Emilio Isgrò (1937), uno dei più grandi artisti italiani contemporanei, Nanni Balestrini (1935), autore letterario e artista visivo, Yoko Ono (1933), artista e musicista giapponese famosa anche per essere stata la moglie di John Lennon, Alberto Garutti (1948), artista e docente, nome di spicco nell’arte pubblica italiana; Piero Gilardi (1942), e Hidetoshi Nagasawa (1940), scultore e architetto, artista versatile  e originale che affronta nelle sue opere temi come la natura e la memoria con mostre in tutto il mondo e la partecipazione a diverse Biennali di Venezia. Accanto a questi grandi nomi sono presenti artisti che si sono messi in evidenza per la loro originalità e che hanno esposto nei più importanti musei e gallerie, sia in Italia che in Europa. Elisabeth Aro, artista argentina interessata al rapporto tra uomo e ambiente, il duo artistico Bertozzi & Casoni composto da Giampaolo Bertozzi e Stefano dal Monte Casoni, Felix Curto, Robert Gligorov, Lorenzo Mariani in arte L’orMa vincitore del Premio Arteam Cup 2016. E poi ancora Agostino Arrivabene, Mariella Bettinischi, Gianni Caravaggio, Enzo Fiore, Ines Fontenla, Giovanni Frangi, Federica Marangoni, Eltjion Valle. Tutti questi artisti si confrontano sul concetto del divenire forma, considerando come non solo la natura si conserva pur rinnovandosi, ma come tale pensiero può essere esteso all’arte e quindi alla creatività. Un tema che prende spunto dai principi nodali degli studi di JGoethe, espressi in prevalenza nel testo: “La metamorfosi delle piante” (1790) e riguardanti le riflessioni sul rapporto che l’uomo stabilisce con la natura. Goethe.

 

 

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