Trento, 10 mag – “L’apertura al mondo e la solidarietà non sono solo una scelta ma una necessità per un Paese che vuole definirsi civile e guardare con spirito positivo al futuro. La cooperazione internazionale, in particolare, è un’opportunità per i giovani perché, oltre a metterti in relazione con un mondo sempre più connesso, ti permette di cogliere delle opportunità di lavoro fino ad oggi precluse. L’Unione europea, proprio su iniziativa dell’Italia, sta decidendo un programma di investimenti in Paesi in difficoltà così da creare gli strumenti per la crescita economica e sociale degli stessi Paesi. Per attuare questi progetti c’è però bisogno di competenze e conoscenze che i giovani devono saper cogliere”. Il viceministro degli Affari Esteri con delega alla cooperazione allo sviluppo, Mario Giro, spiega così le ragioni del tour nelle università italiane e che oggi lo ha portato alla Facoltà di Sociologia di Trento. In vista del primo Forum nazionale della Cooperazione, in programma nel 2018, infatti, si è tenuta a Trento la terza tappa del progetto “Cooperazione internazionale – Il nostro futuro nel mondo”. Il viceministro è in tour nelle università italiane per fornire suggerimenti professionali ai giovani interessati al mondo della cooperazione internazionale e per offrire loro gli strumenti per rispondere alle domande del mondo del lavoro. Il vice ministro è intervenuto al seminario “Lavorare nella cooperazione”, organizzato dalla Farnesina, l’Università degli Studi di Trento e la Provincia autonoma di Trento. In apertura dei lavori, l’assessore provinciale all’università e alle politiche giovanili di Trento, Sara Ferrari, ha sottolineato l’importanza della cooperazione internazionale nella realtà trentina: “Se io posso far parte, a nome del Trentino, del Consiglio nazionale per la cooperazione allo sviluppo è perché la Conferenza delle Regioni ha riconosciuto il valore e la storia della nostra terra. Il Trentino ha agito bene e con oculatezza nel settore della cooperazione internazionale avviando centinaia di progetti, portati avanti dalle 275 associazioni trentine”. (PO / Red)