Il debito pubblico italiano “conquista” un nuovo record: secondo quanto si legge nel report “Finanza pubblica: fabbisogno e debito” pubblicato da Bankitalia, a marzo il debito delle amministrazioni pubbliche è stato di 2.260,273 miliardi, in aumento di oltre 20 miliardi rispetto a febbraio. Sempre secondo quanto rivela il rapporto, nel mese di marzo le entrate tributarie sono state pari a 28.650 miliardi, in aumento rispetto a dodici mesi prima (27.830 miliardi). Per quanto riguarda il primo trimestre del 2017, le entrate tributarie sono ammontate a 92 miliardi (+2,7% rispetto al primo trimestre del 2016).
COMMENTI. “Ultime notizie dal debito: abbiamo raggiunto il record di sempre, 2.260 miliardi di debito. E riferito a Renzi-Gentiloni in 1.140 giorni dei loro governi più 153 miliardi, vale a dire 134 milioni al giorno”: così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera, parlando con i giornalisti in sala stampa a Montecitorio. “Dobbiamo dire grazie a Renzi, a Gentiloni e soprattutto a Padoan. Quel Padoan che fin dall’inizio ha detto che avrebbe ridotto il debito e che con una faccia di bronzo, mai vista nella storia del Ministero dell’economia e delle finanze, ha detto e continua a dire che il debito diminuirà l’anno prossimo. Oggi abbiamo la certezza: con Padoan ministro il debito è aumentato di 153 miliardi in 1.140 giorni, 134 milioni al giorno. Grazie Padoan, grazie Renzi, grazie Gentiloni”, conclude Brunetta. “La crescita ha bisogno di legalità, ci sono troppe infiltrazioni mafiose negli appalti pubblici. Questo blocca le opere e dà instabilità alle scelte di crescita del Paese” commenta invece la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan a margine del Congresso della Cisl Toscana, in corso a Firenze, i dati diffusi da Bankitalia sul debito delle amministrazioni pubbliche pari a 2.260,3 miliardi, in aumento di 20,1 miliardi rispetto al mese precedente. Il precedente massimo storico era stato a luglio dello scorso anno con 2.256 miliardi. Insistendo sul nesso tra criminalità e mancato sviluppo la leader della Cisl ha quindi ribadito come l’illegalità sia nemica della crescita e del lavoro. “Se cresce il debito pubblico – ha osservato ancora – è evidente che questo Paese ha bisogno di rilanciare la crescita dell’economia reale. Sentiamo tanto parlare di reddito di cittadinanza, dove il lavoro è di pochi e il sussidio è di molti: noi vogliamo rilanciare un Paese che lavora. Il tema della crescita è complesso, – ha aggiunto – ma è quello che questo Paese deve affrontare. Abbiamo perso il 25% della produzione industriale e abbiamo bisogno d’investimenti sulla crescita. Il Paese deve cambiare profondamente e deve fare delle scelte. Servono all’Italia e all’Europa una politica industriale seria. Le politiche di austerità hanno tagliato una vera politica industriale, sia in Italia che in Europa. Serve una politica che punti sulla crescita, che ha bisogno di legalità e infrastrutture”. (PO / Roc – 15 mag)