Per i cittadini italiani residenti in Gran Bretagna “il negoziato per la Brexit non sarà al ribasso”. Lo assicura il sottosegretario agli Esteri Vincenzo Amendola, in una audizione al Comitato per le questioni degli italiani all’estero sulle conseguenze della Brexit per la collettività italiana residente nel Regno Unito, in cui ricorda che “la maggioranza dei cittadini europei, come si è visto anche con le elezioni francesi, è a favore di una comunità aperta, che offre maggiori comodità e sicurezza, e questo dovrà emergere anche nella fase negoziale: sarà un negoziato tosto ma non punitivo, la Gran Bretagna continuerà a essere un partner importante dell’Unione Europea”. Amendola ricorda prima di tutto che nell’ambito del negoziato “non siamo solo noi italiani o europei a chiedere qualcosa, anche il Regno Unito ha richieste e problemi: esiste una comunità di un milione di residenti di britannici nei Paesi dell’Unione Europea”.
Quello che è certo però è che “non accetteremo compromessi al ribasso, siamo fiduciosi perché c’è una concreta volontà britannica di rispettare gli impegni. Già il ministro Alfano quando si è recato a Londra ha ribadito l’importanza di non mettere in discussione diritti acquisiti, ricevendo rassicurazioni dal ministro Boris Johnson”. Oltre a questo “è stata allertata la rete diplomatica e consolare per prevenire e porre rimedio a difficoltà burocratiche dopo il referendum”, tenendo presente del fatto che “in Gran Bretagna ci sono 3,2 milioni di cittadini europei dei quali 600 mila italiani, ma solo una parte di essa è registrata”. Per esempio “gli italiani iscritti all’Aire sono 289mila, 110 mila dei quali nell’area della capitale”. Si tratta per lo più di under 35 (circa il 70%), di estrazione sociale e professione di ogni tipo: in molti hanno in mente di rimanere in Gran Bretagna, l’Italia promette di tutelarli. (Sis – 16 mag)