Roma, 17 mag – Si è concluso ieri, a Tirana, un incontro tra i Meccanismi nazionali di prevenzione della tortura dell’Italia e dell’Albania al fine di rafforzare la rete protettiva dei diritti delle persone private della libertà nel contesto mediterraneo. Per l’Italia il Meccanismo è costituito dal Garante nazionale, rappresentato a Tirana dal presidente e dal responsabile dell’unità internazionale; per l’Albania è parte del complessivo ufficio dell’Ombudsman, organo di rilevanza costituzionale. In occasione della loro presenza in Albania, a partire da lunedì scorso, i rappresentanti del Garante nazionale, dopo aver visitato il carcere n. 313 e la stazione di Polizia di Durres, hanno incontrato Ilir Meta, presidente della Repubblica eletto recentemente, Petrit Vasili, ministro della Giustizia e Igli Totozani dell’Ombudsman. Con loro sono stati sviluppati i temi relativi ai detenuti albanesi negli istituti italiani e al flusso di minori non accompagnati verso l’Italia. Incontri con analoghe autorità di altri Paesi mediterranei sono programmati nelle prossime settimane. La rete di Meccanismi di pari poteri e diverse fisionomie nell’ambito del Protocollo opzionale Onu per la prevenzione della tortura è particolarmente significativa nel contesto attuale caratterizzato da operazioni di rimpatrio di migranti irregolari. Lo Stato che li rinvia nel proprio Paese non ha infatti la possibilità di monitorare l’esito dell’operazione dopo la consegna delle persone alle autorità locali. Ma, proprio la comunicazione tra i vari Meccanismi può permettere di estendere la protezione anche nel Paese d’arrivo. Questo tema era stato peraltro oggetto di discussione del Garante nazionale con il Comitato internazionale della Croce Rossa nella scorsa settimana.
(red)