Roma, 18 mag – “Molti italiani emigrati all’estero per lavoro, soprattutto giovani, sono esposti al rischio molto concreto di essere assoggettati alla tassazione concorrente (doppia) sul reddito da lavoro da loro prodotto nel caso in cui non si siano iscritti all’AIRE, ovvero sia alla tassazione nei paesi di attività che in Italia”. Così si legge in una nota del deputato del Pd eletto all’estero Marco Fedi che, sulla questione, ha già presentato una interrogazione al Ministero dell’Economia e delle Finanze e che ieri ha scritto al Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e al Ministro Pier Carlo Padoan nel tentativo, si legge ancora nella nota, “di sensibilizzare il Governo su questo problema e sul combinato disposto penalizzante dell’intreccio tra diritto nazionale e quello internazionale (convenzionale) e di sollecitare una rapida e adeguata soluzione”. “La doppia tassazione rischia di non essere mitigata dal meccanismo del credito di imposta se i soggetti interessati, che hanno mantenuto appunto la residenza in Italia, non fanno la dichiarazione dei redditi in Italia ogni anno – come previsto dal TUIR (art. 165) e dal principio della “World Wide Taxation” (artt. 2 e 3) – ha proseguito Fedi -. La questione è tutt’altro che marginale poiché coinvolge certamente decine, forse centinaia, di migliaia di persone emigrate negli anni passati e che continuano a farlo attualmente”. (Red)