Caracas, 19 mag- Un segnale d’allarme sulla crisi venezuelana giunge anche dalla Caritas internazionale che, per voce di Susana Rafalli, esperta in emergenze alimentari che lavora per Caritas in Venezuela, spiega – sul sito di Migrantes – che “Una crisi così grave ha bisogno di aiuti nazionali e internazionali per poter gestire ai massimi livelli decisionali un disastro di tali dimensioni”. “È andato tutto in disgrazia: lavoro, cure sanitarie, famiglia, casa, le persone povere hanno perso tutto e cercano un’ancora di salvezza – ha denunciato -. Anche il sistema sanitario del Venezuela ha collassato: gli ospedali hanno esaurito i farmaci e le forniture sanitarie, e aumentano le malattie trasmesse dalle zanzare, come zika, dengue, malaria, chikungunya, e il tasso di mortalità infantile e materno. Caritas ha istituito dei “siti sentinella” dove portare i bambini per controllare i livelli di nutrizione e fornire integratori alimentari e farmaci di base. Sono state condotte visite a domicilio, per cui i bambini a rischio ricevono un aiuto medico e nutrizionale. L’altro grande rischio per la salute è la mancanza di acqua potabile: non c’è una manutenzione corretta dei serbatoi e non c’è cloro per renderla potabile. I bambini già malnutriti si ammalano più gravemente se prendono un parassita dall’acqua inquinata. La direttrice di Caritas Venezuela, Janeth Marquez esorta la comunità nazionale e internazionale “ad intervenire” per “garantire un soccorso alimentare diretto, anche con integratori alimentari, e ripristinare strutture adeguate per l’assistenza sanitaria, l’acqua pulita e la sanità”. (PO / Gnk)