Roma, 26 mag – Nella fabbrica di Borgo San Michele le macchine sfomano ogni giorno una dozzina di milioni di compresse, per una produzione annua che si aggira attorno ai 4,5 miliardi. Numeri enormi per quello che è uno dei più importanti stabilimenti al mondo di Janssen, la farmaceutica del colosso americano Johnson e Johnson che ha scelto l’Italia, e più precisamente la provincia di Latina, come base per la produzione mondiale di farmaci ad alta specializzazione e prodotti da banco. “Siamo a 4,5 miliardi di pastiglie prodotte ogni anno, ma possiamo espandere la produzione di altri 2 miliardi senza aumentare i costi” avverte – intervistato da Avvenire – Massimo Scaccabarozzi, presidente e amministratore delegato di Jannsen Italia nonché, per il terzo mandato consecutivo, presidente dell’associazione del settore, Farmindustria. Sulla fabbrica di Borgo San Michele il gruppo americano ha investito 100 milioni tra i1 2011 e i1 2015 e ne investirà altri 80 entro il 2021. L’esperienza di Janssen conferma che l’Italia, nonostante le sue debolezze, resta attraente per gli investimenti stranieri. “È stato un lavoro iniziato nel 2010, quando l’azienda si chiedeva che cosa fare delle sue attività nel nostro Paese. Il farmaceutico attraversava un momento difficile per i continui tagli alla spesa pubblica e questo iniziava a preoccupare gli investitori. Mi sono fatto ambasciatore della forza del nostro Paese in termini di qualità e risorse umane. Ha funzionato”. (red)